'ndrangheta

L’improbabile lettera di un boss della ‘ndrangheta all’Onu

I potenti servizi segreti (ovviamente deviati) di questo blog hanno intercettato una lettera che un boss della mafia calabrese ha inviato al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon. Pubblichiamo lo straordinario documento compresi gli errori grammaticali.

Organizazzzzione delle Nazzzioni Unite

Palazzzo di Vetro

Nuova York

Caro dottor Ban Ki Moon,

sono Xxx Yyy (abbiamo per correttezza nascosto il  nome), boss della mafia calabrese, massì quella che ha il nome strano, ‘ndrangheta. Non mi chieda che significa ché ancora non l’ho capito. Oddio, mafia, che parolona. Così ci definiscono i nostri detatt, detratt, ma come minghia si dice, ah sì, detrattori. Noi siamo invece un’onorata società, così onorata che al nostro tavolo si siedono poliziotti, imprenditori, magistrati e politici. Ah, i politici, che ridere. Pensi Moon che una volta eravamo noi ad andare da loro a chiedere favori, ora non c’è neanche bisogno perché sono dei nostri. Vabbè non ci dilinguiamo… distinguiamo… ah sì, non ci dilunghiamo. Andiamo all’uovo sodo. Le scrivo, dottor Moon, perché in Calabria vogliono mandarci l’esercito. E, per me, questa è una violazione dei diritti dell’uomo. Che cosa abbiamo fatto noi della ‘ndrangheta? Dicono che trucchiamo le elezioni. Mica vero. I politici, quelli non dei nostri, sanno che noi abbiamo 10, 15, 20mila voti. Loro, i politici, vengono e ci chiedono quanto vogliamo per i voti. E stabiliamo un prezzo. Questo è libero mercato, Moon. Dicono che noi imponiamo il pizzo e facciamo gli usurai. Vero. Ma mica costringiamo nessuno a non denunciare? Se vogliono possono denunciare. Ma non lo fanno, dottore, perché lo Stato tanto poi li lascia per una strada. Non ci crede? A Locri un imprenditore, Rocco Rispoli, ci aveva detto agli sbirri che noi lo strozzavamo con l’usura. Ci hanno detto a sto Rispoli che lo assumevano e, ahah, ci hanno messo più di un anno. Oppure, quell’altro, Pino Masciari, che lo Stato ci ha cacciato la scorta dopo che ha denunciato il pizzo e lui ha fatto lo sciopero della fame. A questo punto a uno conviene pagare il pizzo e noi lo proteggiamo. Protezione completa, sa dottor Moon? Lo hanno capito pure quelli del Nord, che quando vengono al Sud per lavorare sulla Salerno-Reggio vengono direttamente da noi con le buste del pizzo che io chiamerei tassa. E noi che dobbiamo fare? Mica non ce li prendiamo i soldi. Non campiamo d’aria noi, signor dottore. Abbiamo pure smesso di fare sequestri di persona. Ché poi venivano le mamme dal Nord, si incatenavano alle madonne ed era un casino. Telecamere qui, poliziotti lì. Allora ci siamo dedicati alla droga. C’era così tanta domanda che abbiamo deciso di andare in Colombia e prendercela direttamente. Anche qui, dottor Moon, mica costringiamo nessuno a pippare cocaina. Lo Stato, se vorrebbe (volesse), potrebbe legalizzare le droghe. Lo dico contro i miei interessi, signor Moon, ma potrebbero legalizzare almeno la marijuana così, zac, addio per noi a tanti affari. Ahah, che favore che ci stanno facendo. E infine ci accusano che abbiamo piazzato bombe e bazooka contro giudici a Reggio Calabria. E noi che c’entriamo? A noi non ce ne importa niente. Vengono due-tre dello Stato e ci dicono che dobbiamo fare un servizietto per loro. E noi che facciamo, gli diciamo di no? Dicono che loro non possono farlo, che loro sono lo Stato, che non si possono sporcare le mani, che poi ci restituiscono il favore e vabbè lo facciamo. Quindi, dottore, le chiedo di riunire il Consiglio di sicurezza dell’Onu per difendere questa onorata società. No all’esercito!!

Il suo affezzzionatissmo boss

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