Società

Grande Fratello, piano di emergenza

Eh lo so, stasera inizia il Grande Fratello. Dopo aver scoperto ieri da Report che Silvio Berlusconi si è comprato mezza isola di Antigua oggi veniamo a sapere rabbrividiti che la casa del Gf è ancora più grande. Sono queste le notizie che fanno riflettere. Come in tutte le emergenze che si rispettano (guerra nucleare, ebola, cicloni, terremoti, interisti che festeggiano scudetto e coppa campioni, fidanzata che ti cerca con i cani da caccia) anche l’arrivo del Grande Fratello va affrontato ideando un piano di sopravvivenza.

Direte, spegni la tv il lunedì sera. Certo, peccato che le news sull’ultimo rutto (Gutturale? Orale? Esofageo?) di un gieffino sconosciuto ti raggiungono dovunque tu sia. Giornali, settimanali, femminili, freepress, cartelloni pubblicitari, tua nonna a cena, il tuo cane invidioso del collega nella casa. Tutti ti parlano di sto Gf! Escluse le opzioni ammazza tua nonna (ché sennò poi ti devi sorbire Barbara D’Urso) e ammazza il tuo cane (ché sennò poi ti devi sorbire Rita Dalla Chiesa) rimane in campo la possibilità di isolarti in qualche isola caraibica. Dove rischi, però, di incontrare i segugi del Giornale in cerca di qualche box auto di Gianfranco Fini. Potresti aiutare il serbo Ivan, quello della partita sospesa dell’Italia, a distruggere uno stadio in giro per l’Europa e a bruciare una dozzina di bandiere. Sono rimaste quella di Trinad e Tobago, quella del Brunei e quella dell’Oman. Bene, vada per Ivan. Quando però sei già con la valigia in mano, vieni a sapere dall’ufficio stampa di Ivan (eh già, ora è una star con addetti alla comunicazione al seguito), che anche lui il lunedì sera si ferma, frignando come una Brooke di Beautiful qualsiasi, davanti ad Alessia Marcuzzi. Cazzo, pensi. Allora cerchi di farti arrestare. Ma dopo le ultime leggi del Tappo di Arcore oggi in Italia è impossibile finire in galera a meno che non sei extracomunitario.

In preda alla follia, ormai a pochi minuti dal fatidico “colleghiamoci con la casa” e “ragazziiiii, mi sentiteeee”, cerchi un qualche riparo. Prendi il primo libro che ti capita in mano. Noooo, è il 1984 di George Orwell quello dove si parla di Grande Fratello. Noooo. Maledetto Orwell. Sei stremato, sta partendo la sigla. Quando… ecco… una chiamata. “Pronto, siamo della Endemol, la casa che produce il Grande Fratello. A seguito del suo provino la informiamo che l’abbiamo selezionata per entrare nella casa. Debutterà dalla seconda puntata. Faccia finta che sia camorrista, ok?”. “Sììììì, vai. Il mio piano ha funzionatoooo. Non è geniale? Partecipo al Grande Fratello, così non me lo devo sorbire in tv. Evvaiii”.

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3 thoughts on “Grande Fratello, piano di emergenza

  1. Ricordi quando il Gf era materia d’esame all’università? Sono passati dieci anni, era la prima edizione… Ho come la sensazione che il paese da allora sia caduto in letargo (se prima si poteva considerare sveglio), la televisione non fa eccezione, ma purtroppo questa schifezza piace. Non è un caso se mi sento un corpo estraneo rispetto alla società italiana, quasi un rifiuto. Vorrei andarmene di mia spontantea volontà prima di finire a Terzigno…

    1. Sembra paradossale, ma quell’italia di dieci anni fa è un bel ricordo. Ancora si discuteva, anche ci si indignava del Gf. T ricordi dei discorsi sul ruolo della tv come finestra sul mondo? Ormai è dato per acquisito tutto, compreso lo spulciare fino all’infinito negli affari della famiglia di Sarah. Anche a me Marco prende spesso quella sensazione di essere inadeguato, fuori luogo. Non si tratta di essere controcorrente, si tratta proprio di essere un alieno.

  2. Ne stavamo discutendo proprio oggi in ufficio, 10 anni fa l’abbiamo visto tutti il GF e com’è cambiata la tv da allora, altro che finestra sul mondo.. qui davvero siamo alla follia. Ieri ho visto che la durso parlava proprio di sarah scazzi e ho pensato “adesso mi fermo e vedo che cosa dicono” e a vedere la gente dietro le transenne di fronte a casa dello zio aspettando chissà cosa mi è venuta una tristezza…

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