'ndrangheta

La mafia è una montagna di merda. Anche a Milano

Lea Garofalo sciolta nell’acido. E poi. Cataldo Murano, Giuseppe Russo, Alfonso Murano, Angelo Cottarelli, Marzenna Topor, Luca Cottarelli. Ancora: Leone Signorelli, Giuseppe Realini. Sono venticinque, secondo L’Espresso, gli omicidi della mafia negli ultimi cinque anni fra Piemonte e Lombardia. E’ Cosa Nostra, ma soprattutto è ‘ndrangheta. Secondo un rapporto della Dna (Direzione nazionale antimafia) la situazione di Milano e provincia è molto simile a quella di Reggio Calabria degli anni 80 e 90. Che cosa significa? Che in Lombardia le cosche calabresi sono capaci di ammazzare, di sfregiare, di far sparire. Di aprire una guerra pur di fare affari. E che affari. Expo 2015, alta velocità, piccoli e grandi lavori pubblici. Che cosa avrebbero detto i moralisti del Nord se un qualsiasi sindaco siciliano o calabrese si fosse opposto a una commissione comunale antimafia? Fuoco e fiamme. Silenzio, però, quando a dire no è stata Letizia Moratti. Che cosa avrebbero gridato, magari i leghisti, se a dire “la mafia non esiste” fosse stato un prefetto del Sud? “Colluso” , lo avrebbero attaccato. Silenzio, però, quando il prefetto milanese Gian Valerio Lombardi ha negato la presenza delle cosche. Certo, poi questo signore ha in parte rettificato: “Mi riferivo alla mafia come organizzazione militare, non economica”. Certo, e i 25 morti? Certo, e Lea Garofalo?

Ma ora ci pensa la Lega Nord. Il partito del popolo, quello che sta sempre nelle piazze, il partito della legalità. Altro che quei collusi degli altri partiti. Già, peccato che i leghisti abbiano già capito come funziona con gli ‘ndranghetisti. Roberto Saviano si è chiesto su Vanity Fair: “Ma dov’era la Lega quando la ‘ndrangheta si infiltrava a Nord?”. Forse a fare affari con le cosche. Almeno qualche suo esponente. L’operazione Crimine ha svelato come il consigliere regionale leghista (sì sì, leghista) Angelo Ciocca si fosse incontrato con il massone e mafioso calabrese Pino Neri, avvocato finito in galera. Si erano incontrati per parlare di voti. Da spostare, da far confluire, da incanalare. Certo, Ciocca forse non ha commesso nessun reato, tanto che è ancora lì. Ma voi votereste mai uno che si incontra con i boss? L’episodio, di cui si parla sempre poco, è stato ricordato anche ieri da Giulio Cavalli e Peter Gomez alla presentazione del libro Nomi, Cognomi e infami alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano.

L’esercito serve. Non per le strade di Reggio Calabria, ma in qualche palazzo della politica milanese. Cominciamo dalla Regione? O, meglio ancora, dal Comune della bella-addormentata-nel-bosco Letizia Moratti?

Ps. Nel video qui sopra l’ultima volta che Lea Garofalo è stata filmata viva nel centralissimo Corso Sempione di Milano insieme alla figlia minorenne. Lea indossava un giubbino bianco. Complimenti allo Stato che l’ha lasciata da sola.

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