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L’Italia, il paese al contrario

Che strana che è l’Italia di oggi. Un Paese al contrario. Ribaltato. Capovolto.

L’Inps nei giorni scorsi ha fatto sapere che di mettere i dati sulle pensioni dei precari sul sito web non ci pensa proprio. Ad Antonio Mastrapasqua, presidente dell’istituto di previdenza, va dato atto di aver detto la verità. “Cari giovani, belli di papà,  non vi diciamo che da vecchi non vedrete il becco di un quattrino perché sennò qui succede un casino”. Uno si immagina che per una volta Barbara d’Urso dirotti le sue tette dal delitto di Avetrana all’Inps di Roma. E invece niente. E noi ragazzi? Ma figurati. Ma quale protesta. Mica siamo in Francia dove addirittura gli studenti dei licei si stanno scontrando con la polizia perché il nano in salsa francese Nicolas Sarkozy vuole alzare le pensioni. E diamine. Noi siamo l’Italia.

In Abruzzo, la ricostruzione va a rilento. Tanto che gli aquilani sono andati a Roma a pigliarsi i manganelli della polizia. C’è anche un’inchiesta giudiziaria che vede coinvolto il coordinatore del Pdl Denis Verdini. A Cagliari i pastori scendono in piazza per reclamare aiuto al comparto così come promesso. Forze dell’ordine schierate. Scontri. Guerriglia urbana. A Terzigno, Napoli, ancora gente in piazza contro la discarica. Ancora scontri. Ancora manganelli. C’è insomma un Italia che è in piazza. Un Italia che, timidamente, protesta. Un’Italia che soffre della crisi.

Bene, allora prendiamo il quotidiano più letto in Italia. Il Corriere della Sera. Pagine 2 e 3, Lodo Alfano. Cioè, fatti privati di Berlusconi. Pagina 6, la Camera non autorizza l’indagine sull’ex ministro Pietro Lunardi. Cioè, fatti privati di Lunardi. Pagina 9, la questione pallosissima del voto in Piemonte, schede nulle, bla bla bla. Pagina 10, l’ennesima polemica sulla Rai. Cioè, su quanto piglia Roberto Benigni, se è giusto che Roberto Benigni debba prendere tanti soldi bla bla bla. Pagina 12, dai ché forza ora ci ripigliamo. Ah no, la villa ad Antigua di Berlusconi. Pagina 13, titolo: “Il premier torna dopo 10 giorni, veto sugli incontri carbonari”. Incontri carbonari? Ma di cosa parlano? Allacciate le cinture perché, a pagina 14 e 15, si torna ad Avetrana. Sarah Scazzi (pace all’anima sua) l’ha ammazzata lo zio porco, no no anzi la cugina invidiosa perché lei era cicciona, no no la zia c’entra pure, no no ma anche Facebook c’entra, ma che c’entra Facebook lì è la famiglia che manca. Siamo esausti. Chiudiamo il Corriere e andiamo a giocare alla Playstation. Proprio ora che a pagina 22 si parlava di Terzigno e dei pastori. Eh vabbè, sarà per la prossima volta.

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