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Io odio

Io odio la  ‘ndrangheta. Io odio l’antimafia dei giornalisti in televisione per 15 minuti di notorietà. Poi “e ora pubblicità” ma la mafia rimane lì. Io odio i combattenti della libertà di informazione con il portafoglio pieno, magari riempito da chi dicono di combattere, con il vestito di Armani indossato ogni giovedì sera. Io odio chi manda a fanculo il proprio direttore o chiama cretina la sua editrice e poi quando viene punito “siamo in un regime, sono censurato perché di sinistra”, perché io sono di sinistra ma se mi permetto di mandare a quel paese il mio eventuale direttore quello mi spedisce a casa. Sarà perché non vesto Armani o non scrivo per il Fatto quotidiano o non faccio parte della cricca dei combattenti della libertà di stampa con i soldi degli altri.Io odio chi ammazza qualcuno in carcere perché tanto è debole e chissenefrega. Però poi Callisto Tanzi, Giampiero Fiorani (guardate come se la spassa), Sergio Cragnotti li trattiamo bene, con i guanti, li mandiamo a scontare la pena nelle ville lussuose con parco annesso tanto non sono socialmente pericolosi. Come se truffare tanti azionisti tipo pensionati e padri di famiglia fosse meno pericoloso che spacciare due grammi di marijuana. Io odio quelli che “i politici sono tutti ladri” e poi guarda caso riescono sempre e solo a votare ladri. Io odio quelli che ai colloqui di lavoro ti prendono per il culo. Io odio quelli che “siamo in crisi non possiamo assumere” e poi fanno scrivere Francesco Alberoni ogni lunedì sul Corriere della Sera banalità che manco i colloqui in ascensori (“Eh ma che tempo”, “Sì sì, non è più come una volta”). Io odio chi se la prende con gli operai per nascondere la propria incompetenza come imprenditore. Io odio i sindacati che non ci sono mai quando servono e se ci sono “non possiamo fare niente”. Io odio quelli che in corteo “picchiamo la polizia” e poi vanno in settimana bianca con il papi. Io odio chi prende milioni di euro al mese e poi ce la mena dai giornali con “sono stanco, ho bisogno di una pausa, devo staccare”. E odio anche chi prende milioni di euro al mese e poi dalle copertine dei settimanali ci dice “Sono mamma e sono felice”. Io odio i calciatori strapagati che fanno sciopero perché non vogliono giocare il giorno della Befana e vogliono più ferie a Natale perché io a 700 euro al mese ho lavorato anche il primo gennaio, il 16 agosto, il giorno di Pasquetta e dovevo solo stare zitto. Io odio chi “sto imparando il polacco e so anche lo sloveno” perché per me è già arabo l’inglese.

Io odio questa Italia qui.

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