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Il mio angelus della domenica

Ogni domenica il Papa si affaccia dalla finestra su Piazza San Pietro e dice due banalità buoniste che chiamano angelus. “Pace nel mondo”, “amatevi”, “non fate peccato” eccetera. Questi gli inviti che di solito si sentono dal santo padre. Tutto bello, tutto perfetto, ma il mondo è cambiato. Le parole d’ordine sono altre. E così, in preda a un’immotivata esaltazione, oggi mi sono affacciato anche io dalla mia finestra e ho iniziato a dare i miei di consigli affatto benevoli e bacchettoni che ho chiamato “diabolus”. La platea che mi ascoltava era così composta:

numero uno esemplare di tamarro che puliva la macchina con Eros Ramazzotti a palla; numero due di vecchi bavosi che passeggiavano in attesa della morte; numero uno di esemplare di bambino su triciclo con annesso padre controllore; numero uno di marito con busta della spazzatura che ne approfitta per parlare con l’amante. Ecco il testo del mio primo diabolus.

Odiate le vostre nemiche e i vostri nemici. Che possano morire ma non che uno dice “è morto a 99 anni nel sonno”. No, devono morire sotto un tram, possibilmente di quelli vecchi. Rubate. Rubate più che potete. Iniziate dall’asilo con la plastilina di quello stronzo piagnucoloso che vi sta accanto e fa sempre le costruzioni più belle delle vostre. E continuate fino a frodare il fisco e a evadere le tasse. Rubate, accaparratevi, “grattate” tutto quello che potete. L’onestà non paga in questo mondo. Poi al massimo vi confessate e tutto passa. Desiderate la donna d’altri. Se riuscite toccatela e fateci sesso anche. Se è la figlia minorenne di una vostra amica o di un vostro amico, ancora meglio. Non abbiate pietà.

Venerate il vostro unico dio, il denaro. Per lui siate disposti a tutto, anche a sposarvi quella ninfomane 65enne che ha ereditato le aziende del papi. Chiudete gli occhi e stringete le chiappe, è come una puntura. Poi passa e l’eredità è vostra. Siate avidi. Ma non tirchi. Dovete mostrare la vostra ricchezza, far sentire delle merde quelli accattoni dei vostri vicini di casa senza soldi né troie nel loro letto. Non lavorate, in questo mondo lavorano solo i perdenti. Inventatevi qualche traffico o aprite un’azienda, pigliatevi i contributi e chiudete. Oppure sfruttate i vostri dipendenti e poi, con la scusa della crisi, un calcio nel culo e arrivederci. Che ci pensi lo Stato a mantenerli con la cassa integrazione.

Non studiate. Roba da secolo scorso. Siate ignoranti, solo così non avrete scrupoli. Solo così farete carriera in questo Paese. Siate xenofobi. Davanti alla vostra televisione ultrapiatta di 300 pollici, grattandovi i coglioni, esprimete concetti del tipo: “Ma mandateli a casa sti porci africani ché sono tutti ignoranti” o la variante “vengono qui solo per rubare chi ha sempre lavorato come me. Chapa su el camel e for de bal“. E poi aggiungete: “Non sono razzista però eh?”.

Bene, io ho concluso il mio diabolus. Se non vi piace quello che vi ho detto sapete che vi dico? Che non me ne importa un fico secco.

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2 thoughts on “Il mio angelus della domenica

  1. Il solito odio rosso per tutto e per tutti. Il santo padre è il nostro pastore e agisce in Spirito e Verità. Ci vorreste tutti straccioni in un mondo di culattoni per fare i vostri porci comodi! Ma andateci voi nei gulag.

    1. Ammazza, vedo che il fervore da ex crociati ancora l’avete in dosi massicce. Comunque, caro (si fa per dire) Giacobbe, nessuno ha parlato di gulag né di culattoni né di porci comodi (con tutto il rispetto per i porci). Se la carità cristiana è questa, beh, aridateci Saladino

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