Media · Politica

Salvate il soldato Maurizio Lupi

Mi ha fatto quasi tenerezza ieri a Ballarò, su RaiTre, Maurizio Lupi. Capelli ordinati, quadernino e penna sembrava il compagno di banco un po’ secchione e un po’ sfigato. Oggetto della puntata, le scorribande notturne del Nano Arrapato di Arcore. E Lupi ce la mette tutta. Quando pure Italo Bocchino, mai cognome è stato appropriato per una puntata a luci rosse come quella di ieri, si è permesso di sbeffeggiarlo, Lupi ha rischiato la crisi di pianto. “Voglio la mamma”.

Un minuto di silenzio per il soldatino mandato in missione dal quartier generale. Quasi commovente la sua difesa: “La politica deve andare incontro ai bisogni della gente”. Schiacciata facile facile per Bocchino: “Sappiamo tutti quali erano i bisogni di Berlusconi nel caso di Ruby”.

Sì però anche tu, Lupetto. Glieli servi sul piatto di argento. Favoloso quando per portare il discorso su altro, il Mannaro di Comunione e liberazione ha tirato fuori l’inchiesta calabrese di Luigi de Magistris, Why not. Con la gente che si domandava: “Oddio, e mò che c’entra?”. Misteri. Come quei bambini che quando la mamma li sgrida “Maurizietto, non si lanciano le posate a terra” rispondono: “Sì, e allora papà che ha l’amante?”.

Il bello, o il curioso o il paradossale o quello che volete metterci voi, è che a difendere le porcate del Nano Arrapato ci hanno mandato uno come Lupetto che appartiene a Comunione e liberazione. L’ala dura e pura del cattolicesimo. Come se a fare a botte con Mike Tyson ci avessero mandato Piero Fassino. Come se a parlare di antimafia ci avessero mandato Totò Riina. Come se… Insomma, avete capito.

Da questi particolari capisci che il Pdl è allo sbando. In realtà hanno cercato, quelli del partito, di chiamare Berlusconi per dirgli che il Lupetto Mannaro era in difficoltà. Ma al primo tentativo han trovato il cellulare occupato. Sapete com’è, no? Quello sta sempre a chiamare le questure. Poi, trovato libero, hanno parlato con una certa Monica che poi ha passato a Enza che ha passato a Doria che ha passato a Crudelia che ha passato… Vabbè, hanno chiuso con un sonoro: “Ma vaffan…bunga”.

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