Società

Io non penso più, ci pensano gli altri

Cogito ergo sum. “Penso dunque sono” diceva il mio amico Cartesio. E bravo a Cartesio. Ma io ho smesso di pensare da un po’. Perché? Beh, perché tanto ora pensano gli altri per me. Ora ci sono loro, i signoroni del pensiero, i depositari della verità. Silvio Berlusconi o Michele Santoro, Fabio Fazio o Enrico Mentana, Gad Lerner o Barbara d’Urso. Per un certo periodo ho cercato di pensare. Però, non so come dire, mi dicevano che ero di destra, poi che ero di sinistra, poi che ero giustizialista, poi troppo garantista.

Se, per esempio, penso che il direttore de il Giornale Vittorio Feltri è stato ingiustamente sospeso per 3 mesi per il caso Boffo e che nessuno dei difensori della libertà di stampa alzerà la voce per denunciare il bavaglio, anzi brinderanno, ecco se pensassi questo mi direbbero che sono berlusconiano. Se penso che Gianfranco Fini ora tutti lo esaltano ma io me lo ricordo al G8 di Genova insieme ai vertici di polizia e carabinieri mentre ordinava il massacro dei manifestanti e che sempre lui ha messo la firma sulla legge più vergognosa come quella sull’immigrazione e se, pensando questo, mi sento un po’ preso per il culo, ecco per questo mi darebbero del rompipalle.

Se, per esempio, penso che Michele Santoro è un po’ opportunista perché ha lavorato ben pagato per Berlusconi e poi, dopo aver preso i voti di tanti deficienti che lo hanno eletto al Parlamento europeo, si è dimesso per correre ad arraffare i soldi della Rai dopo il reintegro del giudice del lavoro, ecco se pensassi questo mi direbbero che sono di destra. O se penso che aveva ragione da vendere Leonardo Sciascia quando dalle colonne del Corriere della Sera se la prendeva con i professionisti dell’antimafia perché ora l’antimafia dà da mangiare a tante gente a partire dai giornalisti, ecco se pensassi questo mi darebbero del mafioso.

Se penso che certi giudici sono tipi da Grande Fratello, che certi giornali ormai si limitano a passare le veline delle procure dimenticando che il giornalismo è fare inchieste in proprio senza trascrivere solo i verbali, che i calabresi sono dei piagnoni e accattoni e un bel po’ di federalismo gli farebbe comodo, che la Carfagna razzisticamente derisa solo perché velina è la migliore ministra di questo governo indecoroso, che la sinistra da difensore dei deboli e da “mestiere assassino è quello del celerino” è diventata il rifugio di banchieri, sceriffi, moralisti, bacchettoni, toghe e procuratori della Repubblica. Ecco, se per esempio un giorno pensassi tutte queste cose, dite che non chiamereste fascista?

Allora, non penso. Lo facciano Santoro e Fazio per me.

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6 thoughts on “Io non penso più, ci pensano gli altri

  1. bravo hai proprio ragione.hai individuato il problema, siamo tutti molto confusi,ormai non sappiamo piu in chi credere o a chi credere,chi ascoltare, chi idealizzare…come dici tu meglio non pensare.ma tu non smettere di dire ciò che pensi poichè il tuo pensiero ci aiuta a riflettere e magari un giorno smetteremo di essere cosi passivi a tutto e forse reagiremo contro tutto questo marciume che ci circonda. eugenia calabria

  2. Invece di piagniucolare su un blog, di quello che hai da dire.Gli altri dicono semplicemente la loro e si danno da fare per le cose in cui credono.Certo se non hai voglia di pensare son fatti tuoi ma non dire che non lo fai perchè ci sono altri che sono depositari della verità(della loro verità senz’altro o gli vuoi negare pure quella?).Tu libero di dire pubblicamente quello che ti pare ,gli atri liberi di risponderti come credono se non sono d’accordo.Cerco sempre di dire la mia e non ho certo paura degli appellativi che gli altri possono darmi ho paura della passività e nel mio piccolo cerco di reagire al marciume e di sicuro non rinuncerò mai a pensare e non certo perchè lo dice Cartesio.

    1. Ridacchio (con due c) perché siete tutti così presi dal pensare. Beh, ammesso e non concesso che il mio post fosse un piagnisteo, non credo che piangere sia diventato reato

  3. C,ti mando quella di riserva .Ieri le avevo finite speravo non te ne accorgessi.Per il resto puoi fare ,pensare e ridere di ciò che ti pare.Piangere comunque non è sicuramente un reato ,solo un modo di essere(per me).

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