Politica

Manuale della crisi di governo

Non c’è niente da fare. Appena la politica sente profumo di elezioni e annusa il sangue delle poltrone perde il senso della ragione e inizia a parlare un linguaggio strano. E si comporta anche in modo irrazionale. Per esempio la crisi è “al buio”, oppure è “pilotata”. Il governo è “bis”, oppure “istituzionale” o ancora “tecnico” o magari potrebbe diventare “governissimo”. Per capirci qualcosa propongo un manualetto che riassume le posizioni in campo. Eccolo.

Iniziamo da Fli, che sta per Futuro e Libertà, che poi sono i finiani. Loro vogliono che Berlusconi vada via. Ai Caraibi, ad Arcore, in un bordello, basta che se ne vada. Oppure può rimanere ma solo se fa entrare i centristi nel governo e se durante le riunioni del consiglio dei ministri balli il flamenco con Bondi e canti “il coccodrillo come fa”.

La Lega Nord nel nuovo governo vorrebbe tutti, persino i gay, ma non i centristi di Casini. “Quelli non vogliono che facciamo i maleducati durante il consiglio dei ministri – ha dichiarato Umberto Bossi – Invece a me e a Calderoli ci piace tanto fare il gesto dell’ombrello, o fare il dito medio o grattarci i coglioni o spiegare le proposte di legge ruttando. Ma niente. L’altra volta quando stavamo assieme al governo, Casini ci riprendeva sempre e ci chiedeva di recitare un Ave Maria”.

Il Partito democratico non vuole niente di preciso, ha ordinato un cappuccino tiepido al bar di Montecitorio dopo una lunga discussione tra i vertici ed è soddisfatto dell’alto accordo raggiunto. Il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo ha ritirato la sua delegazione dal governo. Non se n’è accorto nessuno. La delegazione alla fine era solo un sottosegretario perso in qualche ministero e, dimenticato anche dai suoi, è stato portato in salvo dalla Protezione civile. Era in stato confusionale e tremava, i soccorritori gli ripetevano: “Calma, è tutto finito”.

Intanto gli esponenti di governo di Fli si dimetteranno lunedì. Volevano dimettersi giovedì, ma Berlusconi era in Corea. Poi venerdì, ma Fini era a una corsa di cani. Poi sabato, ma il ministro Andrea Ronchi aveva la festa dei 90 anni della suocera e non poteva mancare sennò poi la moglie gli diceva che non l’ama abbastanza e che c’è un’altra nella sua vita.

Infine il Pdl. Il Popolo della Libertà vuole Berlusconi. Eh lo so, non c’è niente da fare. Hanno questa idea fissa. Niente si può fare o ipotizzare senza B. “Andiamo al cinema?” ha chiesto l’altra sera a Cicchitto la moglie. “Ma Berlusconi viene?” ha ribattuto quello. “Ehm, no caro, che c’entra B. ora?”. “Come che c’entra? Anche tu sei entrata nell’ottica del superamento del sistema berlusconiano, anche tu hai ceduto alle lusinghe forcaiole della sinistra e dei finiani, anche tu hai messo l’avallo su un governo golpistico che nascerà contro la volontà popolare, anche tu non vuoi tornare alle urne perché hai paura?”.

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