'ndrangheta

‘Ndrangheta, sequestro dei beni e informazione

I mezzi di informazione nazionali, tutti escluso nessuno, compiono un errore madornale quando scrivono e parlano di mafia. Esaltano gli arresti come quello di Antonio Iovine e fanno passare in carrozza i sequestri dei beni frutto di interessi illeciti. Per una cosca i “picciuli” e le case sono fondamentali. Un arresto lo si mette in conto, ma quando lo Stato sigilla la porta di casa, i boss s’incazzano. E pure parecchio. Ma quello che è successo in Calabria ha un riverbero anche sui giornali, vediamo come.

Passo indietro. Ieri a Siderno la polizia ha sequestrato beni pari a 200 milioni di euro. Sono negozi, case, locali, imprese, terreni appartenenti ai Commisso, i Soprano della Calabria, i Corleone della ‘ndrangheta. Gente che da anni sta cercando di salire in superficie, di investire il denaro illecito in attività economiche lecite, nello sport, nell’economia, nel turismo. E ci sta riuscendo, nel silenzio della politica sidernese.

Ma dicevo prima dell’informazione. Cosa c’entra tutto questo con l’informazione? C’entra per un fatto molto semplice che solo i ciechi o i finti ciechi per convenienza non vedono. E cioè che molte di quelle attività sequestrate pagano fior di campagne pubblicitarie su giornali e tv locali. Che, ovviamente, accettano di buon grado quei soldi. Cosa non si fa, d’altronde, per campare? Ipocritamente si può dire: “E io che ne sapevo che fossero beni di mafiosi?”. Ipocrisia, appunto. Perché tutti sanno di chi sono quei negozi o quelle attività.

E poi non sarebbe ora di fare una volte per tutte una seria riflessione sui centri commerciali in Calabria? Solo un’economia drogata e dopata dai capitali mafiosi può permettersi il lusso di così tanti colossi. Con questo non voglio dire che tutti si fondano sui soldi della ‘ndrangheta. Ma è un fatto ormai acclarato che i centri commerciali servono per far entrare euro sporchi di droga e di armi e farli uscire puliti e lindi. Pronti per comprare case, attività commerciali, società di intermediazione creditizia, alberghi, squadre di calcio che a loro volta fungono da “lavanderie”.

Oggi la ‘ndrangheta non è pericolosa perché minaccia qualche giudice e qualche giornalista, sempre se agli ‘ndranghetisti importa qualcosa di mandare lettere minatorie e di far trovare bazooka davanti ai tribunali. La ‘ndrangheta va combattuta perché si sta trasformando in una società per azioni. Legale e pulita.

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2 thoughts on “‘Ndrangheta, sequestro dei beni e informazione

  1. che dire? nulla da obiettare, sei il piccolo Saviano di terra calabra, della quale, senza nulla togliere all’originale, conosci molto più approfonditamente la realtà e l’evoluzione delle problematiche in essa insite.

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