Politica

Il mio tavolo istituzionale

Pierferdinando Casini, Udc: “Siedo al tavolo del governo solo se… ecc”. Raffaele Bonanni, Cisl: “Ci vuole un tavolo di concertazione… ecc”. Emma Marcegaglia, Confindustria: “Serve un tavolo con le parti sociali per… ecc”. Con tutti questi tavoli urge un falegname, verrebbe da dire. Ce ne sono così tanti, di tavoli non di falegnami, che ormai è nata una categoria lavorativa: “il banditore di tavoli istituzionali”. Ne abbiamo intervistato uno, che vuole rimanere anonimo.

“Che fa lei?”. “Niente, preparo un tavolo. Allora, oggi ci metto i sindacati, però solo Cisl e Uil ché sennò se ci metto pure la Cgil poi iniziano a litigare e mi rompono il servizio di bicchieri nuovo. Qui, a capotavola, ci piazzo il governo, sempre se viene qualcuno. L’ultima volta ci hanno mandato uno della scorta di Fabrizio Cicchitto, l’altra volta il cuoco di Umberto Bossi e l’altra volta ancora Daniele Capezzone. Quando gli abbiamo detto che non c’erano telecamere se n’è andato”. “Cosa ci mette per apparecchiare?”. “Bah, coca cola se c’è Bossi così gli vengono fuori dei rutti da medaglia d’oro alle Olimpiadi, se c’è Berlusconi l’ultimo numero di Eva 3000, la Mussolini mi chiede i diari del nonno, un certo Duce Benito. Quando erano al governo, i ministri finani, non so perché, mi chiedevano un mensile particolare, “Case&Case, speciale offerte a Montecarlo””.

“Problemi particolari durante questi tavoli?”. “Sì, molti. Claudio Scajola, quando era ministro, continuava a ripetere che io gli servivo acqua gasata a sua insaputa. Giulio Tremonti pretende che io non servi la Coca-Cola ma la Guizza Cola ché costa di meno e non ci possiamo permettere sprechi di denaro pubblico. Renato Brunetta lo danno sempre per assente ma solo perché il tavolo è troppo alto e lui non ci arriva. Così l’ultima volta gli ho preparato il tavolino blu con puffetta e nonno puffo. Ma il più tosto di tutti è Roberto Maroni”.

“E come mai?”. “Non sta mai attento. Sta sempre a guardare la televisione. Appena qualcuno lo nomina lui chiama il conduttore e chiede di esser invitato. Un giorno guardava la partita Atalanta-Albinoleffe, serie B. I tifosi avversari cantavano contro il capitano atalantino cori del tipo ‘Doni ci hai rotto i maroni‘. Allora il ministro prende il telefono e chiama il presidente dell’Albinoleffe. ‘Lei deve farmi intervenire per rispondere agli insulti. Basta con l’uso politico delle curve’ gli dice”.

“E’ un lavoro usurante il suo?”. “Certo, pensi che ci equiparano ai minatori. Dopo due anni devi mollare. Alcuni di noi sono stati ricoverati in psichiatria, altri si sono suicidati, altri ancora hanno divorziato perché volevano aprire un tavolo di concertazione con le mogli quando queste chiedevano di fare sesso. Eh sì, è una vita difficile, la nostra”.

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