Società

Markettificio Italia

Benvenuti nel supermarket Italia, dove tutto è pubblicità. Sempre sia lodata, la pubblicità. Ci accompagna dalla mattina alla sera. Per esempio, quando mi suona la sveglia, il mio cellulare fa: “Questa sveglia è offerta da Sector! Sector no limits”. Dopo aver lanciato contro il muro l’aggeggio, accendo la radio. Alle 8 e 03. Ma alle 8 e 03 non trovi musica. Solo pubblicità, alle 8 e 03. I radiogiornali sono finiti dopo la lettura delle notizie in tre nanosecondi e ora mi aspettano 8 minuti di marchette. Spengo la radio.

Accendo la tele. Su Raiuno il Tg1 e su Canale5 il Tg5. Vabbè, niente tele. Edicola della metro (o del metro? O del metrò? Boh). Vediamo. Alla vostra destra il Giornale: “Berlusconi è il MIGLIOR presidente del consiglio degli ultimi 150 anni!!!“. Libero, che invece è un giornale di destra ma indipendente sennò non si chiamava così ma magari il Dipendente no?, titola: “Berlusconi non è il migliore premier degli ultimi 150 anni, ma degli ultimi 149 sì. Ma solo perché all’inizio Cavour non aveva contro la stampa comunista”.

E alla vostra sinistra il Fatto quotidiano tuona: “Berlusconi ci fa venire la diarrea!”. Ma la Repubblica con un editoriale di Giuseppe D’Avanzo: “Diarrea no, ma quella cacca dura che quando ti viene mentre sei a lavoro ti fa soffrire perché vorresti scoreggiare ma non puoi, ecco quella cacca lì sì”. Vabbè, niente giornali. Men che meno la free press. Ormai quelli hanno la pubblicità anche nel nome. Per esempio oggi Leggo non si chiama Leggo ma Leggo Armani, mentre City non si chiama City ma City by Dolce&Gabbana.

Arrivo al lavoro. Oh finalmente posso dare sfogo alla mia creatività, alla mia arte. Ma, ecco il direttore: “Senti, hanno chiamato dalla Fiat. Ci dicono di sostituire negli articoli la parola “licenziamenti” con l’espressione “prepensionamento” o “scivolamento volontario fino alla porta di casa” o ancora “fuoriuscita dal posto di lavoro con accompagnamento gentile al cancello della fabbrica”. Scegli tu, sei bravo”.

Evvai, giornata di lavoro marchettara finita. Aperitivo con gli amici. Ci vuole questa parentesi di genuinità, di sorrisi veri, di sentimenti non falsi. “Ciao Andrea”. “Ciao. Cazzo, figata il nuovo touch screen della Nokia!”. “Vabbè. Ciao Carlo”. “Ciao. Hai visto l’ultima Playstation della Sony? Manca solo ti faccia una sega. Figo!”.

Chiamo la mia fidanzata. Ho bisogno di respirare. Senti cara, le dico, stasera stiamo a casa noi soli, tranquilli? “Sì – fa lei – stiamo a casa”. Davvero?? Wow. “Sì, anche perché stasera c’è l’iniziativa della Benetton ‘Stai a casa questa sera a provare i nostri vestiti!’ “. Nooooo.

FINE

Questo post è stato offerto da Microsoft Italia. Si ringrazia Google Italia e l’Acer per il pc.

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