Società

La libertà e la logica amico/nemico

Da quando scrivo su questo mio blog ho ricevuto molto spesso osservazioni del tipo: “Eh, ma si vede che sei un vetero-comunista”. Oppure: “Da te, che sei di sinistra, non me l’aspettavo quest’osservazione da rappresentante della destra”. Ecco, non dicono, se non pochi, “sono d’accordo” o “non sono d’accordo”. La maggioranza vuole intrupparti. Schematizzarti. A sinistra. O a destra.

A favore della Chiesa. Contro i preti. Per l’eutanasia. Contro il suicidio. Credo che questo non sia altro che uno degli effetti dell’ideologia berlusconiana che ha contaminato tutti.

Non si discute più, e quindi non ci si divide più, sull’argomento proposto. Si tende a ridurre tutto alla logica amico/nemico. In tutti i campi. Una guerra civile fra ideologie. E, come in una guerra civile, non sono permesse posizioni mediane, razionali. Perché in una guerra c’è il bianco o il nero. Non c’è il grigio, non lo sfumato, non il “ma”, né il “però”. Guardate a quello che succede a un giornalista come Piero Sansonetti. E’ di sinistra, di una sinistra antica che non sbraita. Ogni volta che apre bocca lo accusano, i signori alla Travaglio (lo ricordo sempre, ex missino) o alla Santoro, di essere un agente berlusconiano infiltrato a sinistra. Io non sono d’accordo col 90 per cento di quello che scrive o dice Sansonetti. Ma certo non lo metto al muro con l’accusa di essere POCO antiberlusconiano.

Anche la sinistra è cambiata a causa del berlusconismo. E’ diventata terra di conquista di giustizialisti senza né arte né parte, di corifei dei magistrati e della loro infallibilità (ma la sinistra non era quella che pretendeva nel ’68 a una giustizia diversa? Com’è che si è ridotta a contrastare ogni riforma della giustizia che non sia ad personam? Com’è che non dice mai che i giudici sono una delle caste più ramificate e solide di questo Paese?). E si è ridotta, la sinistra, a ricoprire la parte di quella suore moralista, un po’ acidella, insoddisfatta della vita e bacchettona che ogni due per tre ti dice: “Hai fatto sesso? Un’orgia? Ahi ahi”.

Mi accodo a quello che dice il poeta e scrittore premio Nobel 2010 Mario Vargas Llosa in un’intervista nell’ultimo numero de il Venerdì. Io sono libero, non eviterò mai di scrivere o sostenere qualcosa solo perché ho paura di quello che gli altri possano pensare sul mio conto.

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