Società

Yara, sbatti il mostro in prima pagina

Torno sulla scomparsa e il probabile omicidio di Yara dopo le ultime novità. Novità che confermerebbero quell’abitudine tutta italiana di sbattere il mostro in prima pagina, meglio se straniero. Secondo quanto scrivono oggi i giornali, il marocchino Fikri, arrestato con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere, sarà rilasciato perché quelle accuse evidenti tanto sbandierate nei giorni scorsi si sarebbero sciolte come neve al sole.

Lasciamo stare che Fikri non avrebbe detto “Dio mi perdoni, ma non l’ho uccisa io”, ma “Dio, fa che risponda al telefono” come imprecherebbe ognuno di noi. Lasciamo stare che lo stesso marocchino non stava scappando dall’Italia dopo l’omicidio ma stava tornando nel suo Paese per le vacanze di inverno come fa ogni anno e come aveva già concordato con il suo datore di lavoro. Lasciamo stare che oggi il suo stesso datore di lavoro dica che il giorno della scomparsa di Yara, Fikri era rimasto sempre con lui. Lasciamo stare tutto questo.

Ma mi domando. Qualcuno ha sbagliato, ma chi? E pagherà per questo? Non ha sbagliato certo il pm, che rappresenta l’accusa. E che ha chiesto subito l’archiviazione dopo aver visto quanto fosse ridicola l’indagine. Non certo il giudice per le indagini preliminari che ha scarcerato Fikri. Ecco, ma chi ha sbagliato? I carabinieri, magari? O chi ha tradotto in modo errato quella telefonata? Perché quegli elementi così chiari (il fatto che Fikri partiva per le vacanza già concordate, la circostanza che il giorno della scomparsa di Yara lo stesso Fikri è stato sempre con il suo datore di lavoro) non erano stati subito identificati dai carabinieri?

La mia impressione è che quando ci sono questi casi di cronaca così eclatanti gli investigatori, che siano carabinieri o polizia, si innamorino di una pista e si esaltino al solo pensiero di offrire all’opinione pubblica assetata di sangue un mostro, meglio se di colore. O africano. Per fortuna gli abitanti di Brembate, a partire dal sindaco leghista e di questo gli va dato atto, hanno mantenuto la calma. Ma se qualche idiota, magari seduto su un Suv, avesse iniziato la caccia all’immigrato, ecco, l’errore degli investigatori sarebbe stato ancora più grave.

Qualcuno dovrebbe pagare. Ma, ne sono certo, nessuno pagherà mai. Perché Fikri, in fin dei conti, mica è il nipote di Mubarak.

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