Società

Pensieri e opere di un black bloc

Black Bloc

“Salve, mi presento. Sono un black bloc. O almeno così ci definiscono i media. Perché a noi, di essere definiti, guardate, proprio non ce ne frega niente. Noi siamo poeti solitari della violenza, pirati della contestazione non pacifica, sacerdoti del sanpietrino. Agli altri piace tanto essere definiti. Moderati e riformisti. Di destra o di sinistra.

Agli altri piace tanto essere “-isti”. Essere comunisti, fascisti, futuristi o forzisti, pacifisti, centristi. Agli altri piace tanto. Oh, come piace. A noi non frega niente. Noi arriviamo lì dove regna il canto ironico, lo striscione sarcastico e la battaglia simbolica e portiamo il volto coperto, l’azione fulminea e la fuga precipitosa. Distruggere, distruggere, distruggere. Parlino pure alla tv lorsignori. Noi la tv non la guardiamo. Cinguettino pure di infiltrazioni quei borghesucci di studenti. La protesta o è violenza o non è.

Spacchiamo vetrine, assaltiamo blindati, rincorriamo agenti, bruciamo macchine. Poi ci dileguiamo. Fino alla prossima battaglia. I poliziotti ci aspettano. Noi aspettiamo loro. Solo con lo scontro violento la società dimostra quella che è. Una società violenta e antidemocratica che va abbattuta con la violenza. Pane al pane, vino al vino. Tutto il resto sono chiacchiere. E non venite a parlarci di costruire. A noi non interessa costruire, solo distruggere. La distruzione è l’essenza della libertà, il fiore dell’anarchia. Appena voi, poveri borghesi, iniziate a costruire qualcosa, ecco, allora state ponendo la prima pietra di una dittatura.

Noi siamo senza dèi. Senza religione. Senza leader. Quelli li lasciamo a voi. Masturbatevi pure. Sentitevi al sicuro sotto le coperte della felicità da catena di montaggio. Continuate con l’orgia dell’ipocrisia, del sentirvi buoni, belli e bravi mentre tutto intorno a voi puzza. Di merda. Di morte.

E ora, cari lettori col culo al caldo, riprendete dal comodino le vostre belle convinzioni standardizzate e i vostri sorrisi in serie e tornate alla vostra di democrazia. Io ritorno nella nebbia. Sparisco. Fino alla prossima battaglia. Solitaria”.

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8 thoughts on “Pensieri e opere di un black bloc

  1. …disse l’anarchico scrivendo comodamente dal suo laptop, con la sua connessione adsl, nel suo appartamentino ecc…ecc…

    1. … distruggere, distruggere, distruggere… distruggere la macchina dell’operaio che continuerà a pagarne comunque le cambiali firmate per comprarsela… distruggere le vetrate del negozio di ferramenta di chi fa fatica a chiudere i conti in attivo e continua a pagarsi il mutuo acceso per avviare l’attività… distruggere la vita degli altri senza un motivo se non quello di avere solo attivi i neuroni che consentono la trasmissione dei movimenti, perchè quelli responsabili dei pensieri, evidentemente sono andati in fumo… insieme al fumo che si alza dalla distruzione senza senso ad opera di poveri imbecilli che agiscono, a quanto pare, come gli automi …

  2. Questa fasulla dichiarazione idealizzante illustra proprio le idee di molti rivoluzionari con le pantofole. Il mondo reale non si cambia con le velleitarie azioni da ultras della domenica. Studiate la storia.

  3. Ma dai, non può essere vero, ste cose le scrivi in 1′ media per fare il bulletto!!
    Cos’ha, 12 anni il blecbloc?

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