Senza categoria

Come evitare lo shopping natalizio

Fuga dal Natale

Ogni anno arriva puntuale come la pioggia a Pasquetta, le code a Barberino del Mugello e il libro di Bruno Vespa. La temono tutti i fidanzati, i mariti, i nonni: “Caro, andiamo per i regali di Natale”. A quel punto, il panico si impadronisce di loro. Nonostante si evitasse a tavola il problema “Natale” e si cercasse ogni volta di cambiare argomento sfoderando l’ultimo pettegolezzo sulla vicina di casa di facili costumi.

Eppure, la domanda fatidica arriva. E sono guai. Per evitare ore e ore di sgomitate alle casse, di testa a testa davanti agli scaffali, di corse al fotofinish al negozio appena aperto, c’è poco da fare. Le scuse che possono essere tirate fuori sono poche.

1. Si può provare con la salute. Meglio riesumare malattie rare e antiche, tipo lebbra o malaria. Oppure particolarmente orripilanti, tipo la diarrea. Evitare febbre, influenza e raffreddore. Di fronte all’odore dello shopping natalizio, una donna non si farebbe intenerire da niente e nessuno, figurarsi un raffreddore. Tsè.

2. Non tentare con il lavoro. Pranzi, aperitivi, cene, party. Così come con il calcio, il tennis, il cricket, le boccette o le freccette. In cambio dovreste subirvi un sermone così lungo e costante che, stremati, alla fine accettrete lo shopping. Meglio cercare di intenerire la vostra donna ingrifata dallo shopping esprimendole il vostro desiderio irrefrenabile e improvviso di visitare la prozia, “ti ricordi, quella che quando ci sposammo ci regalò il servizio di bicchieri. Porella, è malata”.

3. A meno che non abbiate grossi problemi con la giustizia, darvi latitanti non serve. La vostra donna vi cercherà e, quel che è peggio, vi troverà in capo al mondo “perché c’è da comprare il regalo per tuo fratello. Fosse il mio vabbè, ma è il tuo e neanche te ne importa”. Non vi rimane che mettervi ad aggiustare la luce dello sgabuzzino fulminata da mesi o il lavandino difettoso da anni. E’ in questo periodo natalizio che vi possono tornare utili. “Guarda tesoro, verrei proprio con te, non sai quanto. Ma devo mettere mano al lavandino. Hai ragione, lo devo regolare bene. Beh, dammi bacetto e buona passeggiata. Guarda, non sai quanto ci tenessi a venire con te”. Ovviamente, il lavandino continuerà a perdere e la luce a essere fulminata fino al prossimo Natale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...