'ndrangheta

In Calabria si sospenda la democrazia

San Luca

In questo momento arriva la notizia che nella mia bellissima maledetta Calabria un’intera famiglia, si presume mafiosa, anzi proprio mafiosa, è stata uccisa nel Vibonese. Partiamo da un punto. A Vibo quando si uccide si uccide da animali. Che sia per mafia o che sia per contrasti sui confini delle terre ci si mette poco a sciogliere nell’acido o a far scomparire per sempre il cadavere anche a chi quel cadavere vuole piangerlo. Detto questo, faccio un discorso più generale.

Fosse per me in Calabria la democrazia la sospenderei. Cinque anni, massì anche dieci, quindici. Un decreto. Una riga: “A causa dell’alto tasso di bestie (con tutto il rispetto per le bestie), dell’incompetenza di sindaci e tecnici comunali e l’arroganza della ‘ndrangheta per dieci anni sono sospese tutte le consultazioni elettorali”.

Fosse per me la Calabria sarebbe commissariata. Si decida chi sarebbe il commissario. Un prefetto o, meglio, un ministro o direttamente il presidente del Consiglio di turno. E sapete quali vantaggi avremmo? Innanzitutto lor signori della ‘ndrangheta non avrebbero più il potere di condizionamento del voto. Poi, avrebbero più difficoltà ad entrare negli appalti pubblici. E poi ancora tutti gli incompetenti che popolano i nostri Comuni calabresi sarebbero presi a calci nel culo.

Fosse per me la Calabria sarebbe una Regione governata direttamente da Roma. Ai mafiosi dà un fastidio cane avere un interlocutore politico lontano centinai di chilometri. Loro il politico vogliono vederlo in macchina. Voglio fermarlo al bar e offrirgli il caffè. Vogliono andarlo a trovare, il politico. Anzi, vogliono che il politico vada a trovare loro. E poi volete mettere il godimento di liberarci di politici inetti e che balbettano quando vedono un microfono di Report o di qualche altro giornalista poco poco competente? Via, sciò. La democrazia ci perderà? Siete proprio sicuro che ci perde senza un Loiero o uno Scopelliti o un Pirillo o un Santi Zappalà, Cosimo Cherubino, Luciano Racco, ecc…?

Fosse per in Calabria ci farei anche le super carceri. Tipo quello chiuso dell’Asinara. Ma non ci metterei solo i boss. Ma ci metterei soprattutto i massoni, quelli che popolano la zona grigia che unisce all’insegna del “Volemose bene” politici, imprenditori, giudici (e parliamone di sti giudici che non sono tutti santi, anzi), poliziotti, carabinieri e ‘ndranghetisti.

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