Società

Galullo: “Liberiamo la Calabria dai calabresi”

Mani in alto

È una piccola soddisfazione che anche Roberto Galullo, giornalista del Sole 24-Ore, e Angelo Panebianco, editorialista del Corriere della Sera, la pensino come me (o che io la pensi come loro). Vale a dire: la Calabria va liberata dai calabresi e vanno sospese alcune libertà costituzionalmente garantite, a partire dalle elezioni, e ogni ente, dalla Regione al più piccolo Comune, va commissariato senza pietà per anni. Lo scrissi qualche giorno fa e lo ripeterò.

Vedete, il problema non è tanto la ‘ndrangheta. È il concetto di calabresità che non va e che, se non affrontato, inizierà a fagocitare la Calabria (per tre quarti già bell’e mangiata), l’Italia (per metà già bell’e mangiata) e l’Europa (per un quarto già bell’e mangiata, vedi Duisburg). Cosa intendo per calabresità? Non certo l’accoglienza, non certo la propensione al sacrificio e non certo il senso della famiglia. Ma intendo quell’impasto vomitevole “politica marcia-imprenditoria marcia-mafia” (badate che ho messo la mafia per ultimo, non è un caso), quell’assenza di società civile su cui la Sicilia invece può contare (guardate al movimento Addio Pizzo e ai suoi successi tangibili), e quel giornalismo dilaniato fra la cortigianeria e il circo dell’antimafia che tutto nasconde e in nome del quale si combattono guerre di apparati.

Un tempo veniva chiamata zona grigia, una roba a metà fra nero e bianco. Oggi la zona grigia si è fatta istituzione ed è la zona bianca a essere diventata nera. Neri siamo diventati noi che chiediamo partiti che la smettano di mangiare e ruttare allo stesso tavolo dei massoni. Neri siamo diventati noi che chiediamo che gli imprenditori, soprattutto quelli della Confindustria di Reggio Calabria, la finiscano di banchettare con il boss ignorante e il politico grasso. Neri siamo diventati noi che chiediamo (per quanto mi riguarda, che chiedevo) di lavorare in giornali calabresi i cui direttori si occupassero di fare giornalismo piuttosto di apparecchiare il tavolo a cui si sarebbero seduti l’imprenditore e il politico grasso. Di fare giornalismo piuttosto che blaterare di princìpi e moralità FUORI e poi isolare, fare la guerra, infangare la dignità di giornalisti non allineati DENTRO.

Meditate gente.

 

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2 thoughts on “Galullo: “Liberiamo la Calabria dai calabresi”

    1. Saranno stupidaggini però mi sembrano siano condivise. E comunque se appicchi su queste parole l’etichetta “stupidaggine” per stroncare ogni discussione… beh complimenti a te

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