Politica

La Russa, il ministro ridicolo di Apocalypse Now

Leggo dal Secolo XIX che il ministro Ignazio La Russa – Iddio lo guardi e lo protegga sempre – avrebbe voluto portare in Afghanistan per il giorno della Befana Belen, Elisabetta Canalis e Gianni Morandi. Insomma, il trio che quest’anno condurrà il Festival di Sanremo doveva allietare la festività dei soldati italiani. Non so a voi, ma a me la scena – davvero triste e penosa – sembra quella del film di Apocalypse Now (la potete vedere qui sopra).

Con quella scena il regista Francis Ford Coppola ha voluto mettere in ridicolo la retorica della guerra e dei “nostri soldati che combattono per la nostra libertà”. Peccato poi che le puttanelle di Play Boy scappano via in elicottero e i soldati tornano nelle trincee nell’indifferenza dei politici. O proprio per scelte astruse di quei politici.

Non volendo, Ignazio La Russa si è reso ridicolo come mai Coppola avrebbe potuto con i suoi attori. Avrebbe conquistato le prime pagine dei giornali facendo vedere un po’ di tetta e un po’ di culo “ai nostri soldati che portano la pace e mica fanno la guerra”. Infatti ogni volta che un soldato muore bisogna sempre trovare il modo di dire che non è morto certo in battaglia, ma per un cecchino, per un incidente, per un colpo accidentale. Nessuno che si prenda la responsabilità di dire che sia morto in guerra (l’Italia per costituzione non potrebbe entrare in nessuna guerra che non sia difensiva e non mi pare che avessimo gli afghani alle porte di Roma).

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