'ndrangheta

Hotel, mafia e lo Stato a babbo morto

Il Parco dei Principi di Roccella Jonica

Il caso dell’hotel – di lusso – sequestrato nella Locride perché, dice l’accusa, tirato su grazie alla truffa e ai soldi della droga mafiosa, dimostra due o tre cosette sulla ‘ndrangheta e il ruolo dello Stato.

1. Il Parco dei Principi, questo il nome dell’albergo – è un monumento. Già quando lo vedi, cattedrale in mezzo al nulla degli ulivi e dei campi incolti, capisci che qualcosa non va. Capisci che quel lusso sfrenato proprio stona lì, in quel posto. Turisti? Al massimo nel mese e mezzo estivo. Conferenzieri, industriali in trasferta, manager? Si contano sul palmo di una mano. Allora a che cavolo serve e come fa a reggersi quel mostro di bellezza? Beh, lì fai due più due. Siamo pur sempre nella Locride e nella Calabria, due territori col più alto tasso di mafiosità.

2. E qui arriviamo al ruolo dello Stato. L’intervento della magistratura mi sembra utile come quello dell’allevatore che va a chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. Per carità, non è colpa dei pm che si muovono solo dopo anni di indagini e di raccolta delle prove. Non è che possono arrestare così, a caso.

3. Invece mi chiedo dove siano le famose sentinelle delle istituzioni sul territorio. Presidente di Regione, presidenti di Provincia, sindaci, prefetti. Se i magistrati sono legati ai tempi lunghi delle indagini, un amministratore può intervenire subito e bloccare, che ne so, un finanziamento sospetto. Perché, non facciamo gli ipocriti o le verginelle, lo sanno tutti nella Locride cosa ci sia dietro il Parco dei Principi. Poi magari si scopre che è tutto regolare, ma almeno un supplemento di cautela sarebbe servito prima di concedere quattro, e dico quattro, milioni di euro di soldi nostri. E’ possibile che il ministero da Roma non avesse il polso della situazione. Ma le sue ramificazioni territoriali che facevano? Dormivano? Oppure chiudevano volontariamente un occhio, tanto si sa che oggi il favore lo faccio a te e domani lo chiedo per me?

Io rimango della mia opinione. Situazioni come questa del Parco dei Principi dimostrano che il virus criminale ha infettato profondamente politica, istituzioni ed economia. Il rimedio? L’ho già scritto. Commissariamento. E subito.

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