Società

La solidarietà con i soldi degli altri

Nel Paese del bunga bunga, della moviola eterna e dei giornalisti lecca-fondoschiena, non poteva mancare un’altra specialità tutta nostrana. La beneficenza con il portafoglio degli altri. La solidarietà con i soldi altrui. Non conosco la realtà degli altri Paesi, ma credo che noi italiani in questo siamo dei campioni.

Dalle partite del cuore ai concerti di solidarietà alle sottoscrizioni, quando c’è da cacciare un euro per i malati-infindivita-cardiopatici-handicappati chissà perché dobbiamo pagare noi. I vip? Beh, si limitano a giocare a calcetto, a mostrare il culo, ad andare in tv e buttare lì due frasi di circostanza.

Mai che questi vip mettano mano al portafoglio e  li tirino fuori loro, i soldi. L’euro dell’sms lo metto io. I dieci euro dal conto corrente ancora io. Poi però in televisione a passare per filantropo è Francesco Totti o qualche stilista frocio. E un po’ il culo mi rode. Non per la “gaiezza” dello stilista, quanto per il loro sorriso da bravi ragazzi.

Così sono capaci tutti di essere solidali o di buon cuore. Basterebbe che Totti o Michael Schumacher o Sabrina Ferilli rinunciassero a un quarto del loro stipendio mensile e tanti bambini saranno felici senza che rompano le palle a noi con qualche serata televisiva.

E allora, con tutto il rispetto per l’ultimo terremotato o per l’ultimo malato di qualche malattia dal nome strano, non spendo più un euro fin quando non invitano anche a me in qualche programma.

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