Società

Centrali nucleari? Se le mettessero in quel posto

180mila persone evacuate. Almeno 22 contaminate. Una mezza fusione praticamente già in atto. Mentre Greenpeace, organizzazione ambientalista, lo dice chiaro: inutile girarci attorno, la situazione “è fuori controllo“. Il governo giapponese avrebbe voluto concentrarsi sui soccorsi a cittadini rimasti senza casa e invece è costretto dalla follia nuclearista a focalizzarsi su quello che sta succedendo nella centrale atomica di Fukushima.

Gianfranco Fini, quel perdente a capo della Camera dei deputati, ha detto che non bisogna essere emotivi. Certo Gianfranco, non siamo emotivi. Peccato, però, che mentre tu sparavi l’ennesima fanfaronata, il capo di gabinetto del governo giapponese ha detto: “Non possiamo escludere un’altra esplosione“. Mentre altre centrali sono a rischio. Ma non siamo emotivi.

Certo, non siamo emotivi, Fini. Però ti chiedo perché dovremmo essere ottimisti noi italiani. Noi italiani che non siamo in grado di smaltire la spazzatura “normale”. Noi italiani che non sappiamo dove mettere le scorie delle vecchie centrali nucleari italiane. Noi italiani che non siamo in grado di affrontare un po’ di pioggia, figurarsi un’emergenza nucleare. Ma non siamo emotivi.

Ora il Partito democratico si è svegliato. E si è accorto che forse il nucleare non è proprio un buon affare. Per noi. Perché per altri, per l’Enel per esempio, o per i francesi dell’Edf che verrebbero a fare affari da noi, sarebbe un affarone. Ma non siamo emotivi.

Intanto, la persona che quelle centrali ha costruito accusa: Se le barre cadono e si mescolano con l’acqua il risultato e’ un’esplosione di materiale solido, come un vulcano che diffonde materiale radioattivo. Vapore o una esplosione dell’idrogeno possono disperdere le scorie oltre 50 chilometri. E il tutto rischia di essere moltiplicato: ci sono molti reattori nella zona, cosi’ ci potrebbero essere molte Cernobyl”. Ma noi non dobbiamo essere emotivi, vero presidente Fini?

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7 thoughts on “Centrali nucleari? Se le mettessero in quel posto

  1. Quando arriverà il giorno in cui l’uomo imparerà dai propri errori a non commetterli più? Ti invito a guardare il video che ho caricato nel mio blog e magari a cercare di diffonderlo il più possibile… Dobbiamo fare in modo di fermarci! Di rallentare la nostra corsa sfrenata verso l’abisso…

    1. Grazie per la segnalazione. Come ha scritto il matematico Piergiorgio Odifreddi, stiamo consegnando la tecnologia più pericolosa, il nucleare, in mano al popolo più pasticcione, l’italiano.

  2. mmh… diciamo che forse Greenpeace non e’ proprio *LA* fonte piu’ autorevole a cui chiedere cosa sta succedendo in Giappone…

    Il problema di Politici (e anche di alcuni giornalisti) e’ che spesso si danno delle risposte prima di farsi le domande.
    Prima di chiedersi: “cosa e’ successo?”, sanno gia’ “come rimediare”, “cosa dire”, “cosa fare” per sfruttare al massimo l’impatto dell’attualita’ (ok! D’accordo, e’ il loro lavoro…)

    Ma perche’ invece di dire “nucleare: SI’!” (Il Giornale) o “nucleare: NO!” (La Repubblica), non si puo’ dire “nucleare: parliamone”?

    Per quanta simpatia possa avere per Di Pietro e Vendola, di nucleare non ne capiscono un tubazzo (e non perdono occasione per dimostrarlo!)… E per quanta antipatia possa avere per Fini, il fatto di “discuterne” e di “non agire sull’onda dell’emozione” e’ l’unica cosa che valesse la pena di dire in questa situazione…

    1. Ciao,colgo il tuo invito al dialogo, e ne approfitto per inserire qualche spunto.
      Innanzitutto credo che il dialogo sul nucleare ci sia stato, ed anche in maniera abbondante, solo che ad un certo punto il dialogo è stato sostituito, anzi stroncato da un dictamen dello stato.
      Il fatto è che ora gli argomenti pro-nucleare sono finiti!
      Non si possono difendere scelte che ledono la salute Globale, è Irrazionale!
      Così come non si possono giustificare scelte che fanno gli interessi economici di una cupola il cui unico scopo è il profitto. E parlo del profitto di pochi, visto che il lucro sta nella vendita della tecnologia nucleare e nella costruzione delle infrastrutture (che in Italia fanno davvero paura).
      La vita “regolare” di una centrale infatti è di soli 25 anni, e più di 10 ne occorrono per la costruzione e messa in opera. E’ un fatto che una centrale nucleare diventa produttiva da un punto di vista economico solo dopo 35-40 anni di attività (il che ovviamente porta ad un paradosso).
      In pratica non ripaga neppure le scorie che produce!
      Ebbene, visto ciò che succede in queste ore in Giappone, come si può pensare di continuare per questa strada? E parlo soprattutto per l’Italia, che del sole fa la propria bandiera, ma che a causa di irresponsabili e ipocrite scelte governametali, stenta a farne un uso produttivo…
      Spero si rifletta bene su questa scelta, visto che coinvolge il futuro di tutti.
      Cordialmente.

      1. «Innanzitutto credo che il dialogo sul nucleare ci sia stato, ed anche in maniera abbondante, solo che ad un certo punto il dialogo è stato sostituito, anzi stroncato da un dictamen dello stato.»
        >> *abbastanza* d’accordo, se a “stato” sostituisci “Governo”… Pero’: un Governo e’ pagato per prendere decisioni… e – se le decisioni non sono condivise – vuol dire che forse il dibattito non e’ stato cosi’ efficace. Quindi: riprendiamolo in mano, ma mettendo delle regole, delle scadenze. E – se una decisione viene presa da chi deve prenderla (che non puo’ essere una cosa unilaterale del Governo, sono d’accordo) – poi atteniamoci a quella, anche se non sono quelle che avremmo preso noi (cfr. “Democrazia”).

        «Il fatto è che ora gli argomenti pro-nucleare sono finiti!».
        >> Su wikipedia ti segnalerebbero la frase in rosso con scritto [citation needed]. E’ una conclusione non supportata da nessuna prova. Non basta dire “e’ evidente”, e’ troppo comodo cosi’…

        «Non si possono difendere scelte che ledono la salute Globale, è Irrazionale!»
        >> D’accordo.

        «Così come non si possono giustificare scelte che fanno gli interessi economici di una cupola il cui unico scopo è il profitto. E parlo del profitto di pochi, visto che il lucro sta nella vendita della tecnologia nucleare e nella costruzione delle infrastrutture (che in Italia fanno davvero paura).»
        >> cfr. Capitalismo. I “pochi” si chiamano Imprenditori. Posso capire che il sistema possa non piacerti (e di sicuro non e’ perfetto), ma e’ quello che al momento abbiamo… e – tutto sommato – ci ha permesso di andare avanti fino ad oggi e di evolverci fino a livelli inimmaginabili fino a 200 anni fa.
        Il tuo argomento, pero’, qui non regge mica troppo:
        1. Abbiamo bisogno di energia;
        2. Nessuna famiglia moderna e’ in grado di produrre da sola l’energia che le serve;
        3. Solo le Multinazionali (“il cui unico scopo e’ il profitto”) producono energia. Le fonti possono essere nucleare, eolico, carbone, gas, o biciclette… ma di sicuro ENEL non fa beneficienza, ma vuole vendere! E – per quanto romantico il solare possa apparire – se ENEL fa il solare, lo fa perche’ ci puo’ guadagnare (e ci guadagna).
        Quindi, se non vogliamo che si faccia il profitto di pochi, dobbiamo combattere contro qualcosa di *leggermente* piu’ grande del “Nucleare in Italia”.

        «La vita “regolare” di una centrale infatti è di soli 25 anni, e più di 10 ne occorrono per la costruzione e messa in opera. E’ un fatto che una centrale nucleare diventa produttiva da un punto di vista economico solo dopo 35-40 anni di attività (il che ovviamente porta ad un paradosso).»
        >> Questo e’ un argomento estremamente sensato! E che andrebbe valutato bene. Infatti io non dico “Nucleare forever”, ma dico: “proviamo a ragionarci un po’ su…”.
        E’ vero che la vita di una centrale e’ di 25 anni? E’ vero che ne occorrono 10 per costruirla? Di sicuro un piano energetico nazionale non puo’ essere fatto che a lungo/lunghissimo termine.
        E dobbiamo vedere: quali sono le alternative? Quanto tempo ci vuole per metterle in atto? Quanto/Quando diventano convenienti? Quanto costa un kWh prodotto da una centrale nucleare? E quanto quello prodotto da una centrale solare? E a carbone? E a gas? E quanto costera’ questo kWh tra 20 anni? Questo va dibattuto… non servono slogan e – di sicuro – non serve (e anzi e’ la cosa peggiore che puo’ essere fatta) cavalcare gli eventi di attualita’ per un fine politico/giornalistico.

        «Ebbene, visto ciò che succede in queste ore in Giappone, come si può pensare di continuare per questa strada?»
        >> Il Giappone e’ stato colpito da un terremoto grado 8.9+ della scala Richter (per confronto, quello de L’Aquila era grado 5.9 = mille volte meno potente… e il piu’ alto mai registrato in Italia e’ di ca. 7 – 30 volte meno potente) e da uno Tzunami alto decine di metri… e – nonostante questo – nessuno e’ ancora morto per le radiazioni. Mentre migliaia di persone sono morte mentre passeggiavano sulla spiaggia, andavano in macchina, in treno – o mentre semplicemente erano in casa (perche’ una diga si e’ distrutta a causa della scossa). Quindi? Qual e’ la soluzione? Non passeggiare piu’? Non costruire piu’ linee ferroviarie? Non andare piu’ in macchina? Non usare piu’ dighe per produrre elettricita’ con l’idroelettrico? Discutiamone…
        Vorrei tanto sapere *quanti* politici/giornalisti sanno cosa e’ successo a Fukushima (parlo di politici e giornalisti perche’ sono quelli che riescono a raggiungere il maggior numero di persone con le loro parole; e non perdono occasione di dire cagate). Quanti sanno cosa *davvero* non ha funzionato. Se sono stati fatti degli errori. E chi li ha fatti. Se questo poteva essere evitato. O gestito meglio.

        «E parlo soprattutto per l’Italia, che del sole fa la propria bandiera, ma che a causa di irresponsabili e ipocrite scelte governametali, stenta a farne un uso produttivo…»
        >> D’accordo. E quindi…? Il piano energetico nazionale secondo te prevede solo “solare”? E’ questa LA soluzione? E nel frattempo? Andiamo avanti a Carbone e Gas? E… da chi li compriamo? Dalla Libia? Ma vogliamo anche ridurre la CO2… quindi? SOLUZIONE: Compriamo direttamente elettricita’! Da chi? Dalla Francia!!! (e come la produce l’elettricita’ la Francia?).

        Non si puo’ avere la botte piena e la moglie ubriaca… alcune decisioni vanno prese. Anch’io spero si rifletta bene su questa scelta (il nucleare), visto che coinvolge *davvero* il futuro di tutti… se diciamo NO al nucleare, dovremo dire SI’ a qualcos’altro… e sara’ meglio che ne valutiamo bene le conseguenze…

  3. CIao, solo una domanda…
    che credo metta un punto di riflessione (finora ignorato) sul tuo ultimo intervento:
    ma il plutonio e l’uranio visto che non sono presenti in Italia sotto forma di materia prima, non dovrebbero essere comprati ugualmente?
    E da chi dovremmo comprarli ?
    Non dalla Francia o dall’Australia o dalla Russia o dalla Cina?
    E concludo affermando che se il “governo” incentivasse, (come del resto fanno la maggior parte dei paesi civili) invece di dissuadere, la produzione di energia pulita, e mettesse ogni famiglia e l’edilizia pubblica nella condizione di poter istituire una rete energetica “casalinga” si:
    – diminuirebbe la richiesta di energia importata dall’estero
    – incentiverebbe l’economia nazionale con la fisiologica istituzione di nuove imprese per l’installazione e la produzione di pannelli solari (della cui tecnologia siamo all’avanguardia così come siamo all’avanguardia nella loro esportazione all’estero)
    – si produrrebbe un minore impatto ambientale
    – si risparmierebbero le tanto ingombranti scorie radioattive (il vero problema del nucleare).
    Ovviamente il piano energetico come tu dici deve essere a medio-lungo termine…e questo mi pare davvero un piano ragionevole, visto che i tempi credo siano verosimilmente gli stessi e con gli stessi costi, se non addirittura inferiori.
    Cordialmente.

    1. «ma il plutonio e l’uranio visto che non sono presenti in Italia sotto forma di materia prima, non dovrebbero essere comprati ugualmente?
      E da chi dovremmo comprarli ?
      Non dalla Francia o dall’Australia o dalla Russia o dalla Cina?»
      >> In realta’, a voler ben vedere, l’Italia ha dei giacimenti di Uranio (miniere furono aperte proprio in Lombardia – nella zona del Lago di Como), ma non ho notizie sicure/attendibili circa l’entita’ delle miniere (cerchero’…);
      MA: ammesso e non concesso che (se anche ci fosse) l’uranio non sia sufficiente per il fabbisogno energetico italiano, ammetterai che:
      1. le centrifughe di arricchimento Francesi sono *leggermente* piu’ politicamente stabili dei pozzi mediorientali e/o nordafricani;
      2. il discorso si estende anche ad altre materie prime, tra cui il silicio necessario per fare i pannelli solari. L’Italia e’ sfortunata in questo senso, quindi dovra’ sempre importare risorse… il punto e’ sempre questo: differenziare e scegliere fornitori affidabili.

      «se il “governo” incentivasse, (come del resto fanno la maggior parte dei paesi civili) invece di dissuadere, la produzione di energia pulita […]»
      >> Ok! Sono d’accordissimo con *tutti* i punti elencati. Pero’:
      1. fornire incentivi e’ una scelta politica che falsa il mercato (e che funziona fino a un certo punto). Tu puoi rendere 1kWh di solare piu’ conveniente di 1kWh di carbone/gas/nucleare (grazie agli incentivi statali), ma questo funziona solo se un certo numero (non troppo alto) di cittadini usufruisce di questi incentivi. Se lo Stato deve dare incentivi a *tutti i cittadini*, da dove li prende i soldi? Direi sempre dai cittadini. Quindi non e’ che andiamo a risparmiare poi piu’ di tanto, anzi…
      2. Il Solare (cosi’ come l’eolico) da soli non possono garantire la stabilita’ e l’affidabilita’ necessaria ad una rete elettrica di un paese industrializzato e sviluppato come l’Italia. E quando non c’e’ il Sole (tipo… di notte)? E quando non c’e’ vento? Delle fonti affidabili e continue devono sempre esserci. Quindi?
      Usiamo l’idroelettrico!!! Gia’ fatto: sono finiti i fiumi.
      Usiamo il Geotermico!!! Non basta.
      Usiamo le “nuove tecnologie”!!! mmh.. non ci sono ancora.
      Le soluzioni, ad oggi, non sono infinite: Carbone, Gas, Nucleare (e siamo punto e a capo). Io – ancora – non dico “VOGLIO SOLO il NUCLEARE! Mi fanno schifo le fonti rinnovabili”, dico che – tutto sommato – magari un pensierino vale la pena farcelo… se no, continuiamo pure con il carbone o con il gas… ma poi non lamentiamoci della CO2 e se – chi questo carbone/gas ce li vende – decide da un giorno all’altro che il prezzo invece di essere 5 e’ 15…

      Giusto una curiosita’: sapevi che il fondo di radioattivita’ e’ di decine di volte piu’ alto nei pressi di una centrale a carbone rispetto che ad una centrale nucleare?

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