Politica

Inno nazionale, istruzioni per l’uso

Si rende noto che durante l’esecuzione dell’inno di questo Stato mafioso e popolato da terroni e negri da cui ci prendiamo però un sacco di soldi, le auto blu e pure qualche mignotta, i compagni leghisti possono eseguire le seguenti azioni:

1) Colazione. E’ scientificamente provate che caffè, cornetto e inno in lontananza facilitano l’evacuazione corporea e aiutano a fare tanta “pin pin”.

2) Pulizia dei cavi nasali. Se proprio siete costretti a sentire l’inno perché, che so, siete presidenti ben remunerati di qualche istituzione di questo stupido Stato, allora vi consigliamo, durante l’esecuzione di quella canzoncina, di pulire i cavi nasali con pollice/indice. E, nel caso lo riteniate opportuno, di appiccicare il risultato di tale esplorazione nasale sulla bandiera tricolore più vicina a voi.

3) Strofinio delle parti intime. Per gli uomini, c’è anche la possibilità di strofinare le parti intime all’altezza di testicoli e interno coscia. Si consiglia di eseguire tale azione non frettolosamente e di nascosto ma con passione e orgoglio e con quel po’ di tatto che caratterizza il popolo padano.

4) Dormire. Questo è semplice. Non è che ve lo devo spiegare cosa significa. State a casa e dormite.

5) Chiamare uno ‘ndranghetista milanese. Anche questa è facile, compagni leghisti. Anche perché lo fate sempre. Ricordatevi però di dire, quando vi beccano, che “io sento tante persone, mica posso sapere se uno è mafioso o no. E poi cos’è sta ndrin, sta ndran, sta ndrun. Insomma, sta cosa qui?.”

6) Riunione con i Cobas del latte. Chiamate qualche contadino padano che di pagare non ci pensa proprio e organizzate una bella protesta proprio durante l’inno. Ripassate prima le battute, tipo: “Roma ladrona”, “Europa c’hai rotto i coglioni”, “negher di merda” e “Borghezio cambiati gli occhiali” nell’ordine da voi prescelto.

7) E ora l’ultimo suggerimento, cari compagni leghisti. Lo so che voi oltre a sette non sapete contare. Quindi questo è l’ultimo. Si tratta di assentarsi durante l’inno per pulire la bava dalla bocca di Umberto Bossi, il nostro leader, il nostro condottiero, la nostra guida e la nostra bandiera. Uno che per protesta non si è mai fatto eleggere al Parlamento italiano. Perché lui i soldi di Roma ladrona non li vuole. Uno che non ha mai fatto parte di nessun governo, perché mica è la Dc, la Lega. Uno che ha sempre impugnato le armi (e qualcos’altro) per combattere. Uno che… Va bene, ho capito, smetto di guardare il dvd di Braveheart.

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