'ndrangheta

Viaggio nella ‘ndrangheta – Il carcere

Nei film americani, spesso, il cattivo finisce dietro le sbarre e tutto si conclude lì. Nella realtà può essere così. Nella lotta alla ‘ndrangheta quasi mai. Se state attenti alle immagini televisive, vi accorgerete che molti ‘ndranghetisti in manette hanno stampigliato sulla faccia un sorriso beffardo. Perché? Semplice, la galera è per loro un’assicurazione di carriera.

Le inchieste “Il Crimine 1” e “Il Crimine 2” hanno dimostrato che chi finisce in carcere può esser promosso o addirittura affiliato, cioè esser fatto “cristiano” o ‘ndranghetista. Durante le indagini de “Il Crimine 2” gli investigatori hanno seguito la vicenda di un mafioso della Piana di Gioia Tauro, un certo Pasquale Oppedisano (nipote del Capo Crimine, Domenico), che chiedeva nei colloqui di passare di grado.

Durante questi colloqui, Pasquale veniva rassicurato. “Non ti preoccupare – gli dicevano – non è che perché stai in galera rimani fermo”. E infatti viene promosso (ma Pasqualino non ci sta, vuole salire ancora, il ragazzo, provocando le ira dei vecchi: “Solo una volta all’anno si può salire di grado”. Cribbio, aggiungerebbe qualcuno).

LE ‘MBASCIATE
Termine calabrese che si può tradurre con “messaggi”. Sono le comunicazioni ufficiali che si scambiano gli ‘ndranghetisti. Chi finisce in galera spesso continua a comandare e a controllare il territorio tramite ‘ mbasciate affidate ai parenti in visita o agli avvocati.

Come ripete spesso anche il procuratore di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, e come ogni calabrese che vuole vedere sa, non è raro che il difensore di uno ‘ndraghetista sia sua moglie, suo figlio, sua figlia. Questo permette al mafioso in carcere di continuare tranquillamente a influire su chi sta fuori con la scusa dei colloqui con il proprio legale.

Se uno ‘ndranghetista ha ancora legittimità e se può contare su una rete di collaboratori fidati, il carcere per lui non rappresenta nessun ostacolo. Anzi.

Lo sanno anche fuori che tanto, prima o poi, si esce. Per una notifica arrivata in ritardo, per un processo troppo lento. O perché lo Stato, si sa, è duro con i deboli, non certo con i mafiosi.

Annunci

One thought on “Viaggio nella ‘ndrangheta – Il carcere

  1. l’indignazione non basta più la gente se ne fotte di queste cose perchè o è ignorante o collusa otutte e 2 messe insieme oppure fa finta di non sapere ma tanto il termine ultimo per intervenire è scaduto non basta scendere in piazza e fare caciara siamo tutti bravi e nella vita di tutti i giorni con le scelte di tutti i giorni che si combatte la mafia non basta fare la catena umana per un giudice si è un simbolo e poi???? dove lo troviamo il lavoro perchè senz quello in questa terra si muore io direi di ritornare alla terra si a coltivare perchè il lavoro nobilita l’uomo rende liberi , cmq è vero che di antimafia la gente si riempe la bocca ma ne sa men degli altri e vuole insegnarla pure basta vedere i professoroni in tv e da li dal sequestro dei beni mafiosi che parte la rinascita dall utilizzo di quei beni del male per far del bene che si cambiano le cose io avrei in mente di coltivare un terreno per creare lavoro vediamo se mi riesce questa cosa partire dal basso per poi crescere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...