Società

Proposte precarie

Sabato i giovani precari saranno nelle Piazze di tutta Italia a dire basta. A ripetere a chi decide che la precarietà ha rovinato la vita a molti eccetera eccetera. Eppure basterebbe così poco, ma così poco. Intendiamoci, la flessibilità non è il male assoluto. Svecchiare, ammorbidire e rendere meno cervellotiche molte delle regole che stanno alla base delle dinamiche lavorative va bene. Però, col tempo, flessibilità è diventata precarietà. E questo non va bene. Alcuni esempi di come basterebbe poco per cambiare?

Le imprese vogliono assumere con contratti a tempo? Bene, paghino di più. Il costo di un lavoratore precario sia maggiore (sia in termini contrattuali che pensionistici) di quello di uno a tempo indeterminato.

Ci vogliono flessibili? Allora che ci diano più in busta paga e che ci paghino più contributi per la pensione.

Ci vogliono flessibili? Allora ci diano strumenti per poter sopravvivere fra un lavoro e l’altro. Questo vuol dire salario minimo garantito (che decade se il lavoratore rinuncia per 3 volte consecutive a un lavoro) e potenziamento delle strutture statali e non per l’incontro fra domanda e offerte di lavoro.

Ci vogliono flessibili? Allora i governi premano sulle banche per rendere meno oneroso l’accensione di un mutuo. Non possono volerci precari e pure senza casa.

O no?

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One thought on “Proposte precarie

  1. sei arguto ma come al solito arrivi tardi, proposte di bersani di oltre un anno fa…peccato che lo sappiano in pochi….

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