Esteri

Palestinesi, vale la pena aiutarvi?

Quando accadono tragedie come quella del volontario milanese ucciso a Gaza, Vittorio Arrigoni, ti chiedi davvero se ne vale la pena. Ti chiedi a che cosa serva “sbattersi” per un popolo, come quello palestinese e di Gaza, che sta soffrendo le pene dell’inferno per poi essere trucidati. No, perché è già il secondo pacifista che ci rimane secco da quelle parti.

Il primo fu Angelo Frammartino, laziale di adozione ma calabrese, anzi locrideo, nelle viscere. Ci credeva Angelo, come ci credeva Vittorio. Volevano aiutarlo, quel popolo, raccontarne le sofferenze, le umiliazioni e le privazione. E in cambio che cosa hanno ricevuto? Morte.

Certo, un idiota lo si trova da qualsiasi parte. Non è il caso di generalizzare. Tutto il popolo palestinese non è assimilabile a questi stupidi fanatici religiosi che hanno rapido e ucciso Vittorio, così come tutti gli italiani non erano brigatisti in passato.

E, però, ti girano le scatole che a essere ammazzati siano sempre gente come Vittorio e Angelo. Come non ricordare anche Enzo Baldoni, giornalista in Iraq non per gita di piacere, come dissero allora i giornali di destra, ma per raccontare i drammi della guerra americana?

Che i palestinesi si facciano un esame di conoscenza. Vogliono la solidarietà del mondo? Bene, imparino ad accoglierla, non a massacrarla. Altrimenti, io almeno passo con gli israeliani.

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