Società

Il mio testamento biologico

Silvio Berlusconi, per corteggiare la Chiesa, chiede al Parlamento di velocizzare l’approvazione della legge sul testamento biologico? E io lo frego in tempismo. Ecco il mio testamento, tiè.

Io, Agostino Riitano, nato nel 1981, do il mio consenso, in caso di decesso, per la donazione degli organi, ove fosse possibile. Dichiaro, altresì, che il corpo è mio, non di Dio né di qualsiasi altro personaggio che dichiarerà di parlare in nome suo né di nessun medico, nessuno specialista, nessun luminare. E’ mio.

Questo significa che, in caso di stato vegetativo e non reversibile, tutte le cure, comprese idratazione e alimentazione, devono essere sospese per permettere il mio decesso naturale. Questo vale anche se i miei più stretti familiari saranno contrari. Anzi, a loro io demando il compito di eseguire queste mie volontà, sempre e comunque.

Dichiaro che non voglio preti né omuncoli travestiti da uomini di dio al mio capezzale. I loro olii se li tengano per altri o per condirci la pasta, se vogliono. Che non vengano cosparsi su di me.

Il mio corpo è mio, signori. Mi dispiace.

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