Esteri

Ammazzato Obama… ehm Osama

Al di là del solito e anche un po’ stupido complottismo – “era già morto”, “è tutta una farsa”, “è una mossa politica” – la cattura di Osama bin Laden è prima di tutto una grande vittoria simbolica – Osama ormai contava quanto il due di picche quando la briscola è a bastoni – di Barack Obama.

Contro di lui stava e sta montando un movimento razzista prima che politico che lo vuole non americano – tanto che il presidente, caso più unico che raro, ha dovuto mostrare il suo certificato di nascita -, non impegnato abbastanza contro il terrorismo, non patriottico. La sua colpa, sostanzialmente, è di essere “negro”.

La Fox, il canale all-news americano di Rupert Murdock, è in prima fila in questa campagna indegna. Tanto che ha titolato, in una sorta di inconscia proiezione dei suoi desideri più indicibili: “Obama è morto“.

E poi, in queste prima ore di era post-Bin Laden, vorrei ricordare, come ha fatto il blog di Beppe Civati, consigliere regionale lombardo del Pd, le parole di Maurizio Gasparri, il luminare capogruppo al Senato del Pdl, subito dopo l’elezione di Obama: “Su Obama gravano molti interrogativi; con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaida è più contenta“.

Sono in questi momenti che non vorrei essere Gasparri.

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