Politica

Referendum, la Calabria se ne frega

Premesso: i dati sull’affluenza che ci sono pervenuti si riferiscono alle ore 12, quindi sono soltanto i primi di una lunga due giorni di votazioni. Premesso: da qui fino a domani alle 15, quando si chiudono le urne, molto può cambiare. Detto questo, però, una conclusione possiamo già tirarla. La Calabria e, in particolare, la provincia di Reggio Calabria si dimostrano il buco nero della democrazia italiana.

I dati della prefettura di Reggio Calabria dicono che l’affluenza di mezzogiorno è pari a poco più del 5%. Ci sono paesi che a stento superano il 2%, altri che a fatica arrivano al 4%. Insomma, una carneficina. Il trend pare sia questo. Gli scrutinatori si trascineranno nella noia fino a domani.

Non va meglio in altre parti di quella regione. A Catanzaro si registra un lusinghiero (si fa per dire) 7,80% con il quasi 10% del capoluogo di regione.

Saltiamo Cosenza, visto che per il sito della prefettura i referendum non sembrano esistere o almeno sono così ben nascosti i dati che non riesco a trovarli (perché, caro prefetto?). A Vibo Valentia si arriva a uno stentatissimo 5,99% (il capoluogo di provincia supera il 7%) e a Crotone al 5,90%.

Questi, da inorridire, i dati sull’affluenza referendaria calabrese. Questa, invece, la domanda: dove sta andando questa regione?

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3 thoughts on “Referendum, la Calabria se ne frega

  1. Amici Calabresi non rinunciate al vostro diritto di votare.
    Non lamentiamoci se poi sono sempre altri a prendere le decisioni al posto nostro.
    Non andare a votare al di la’ dei quesiti di quest’ anno che pure sono relativi ad argomenti serissimi, su cui è giusto che tutto il popolo italiano si pronunci, significa mettere a repentaglio l’ istituto referendario stesso. Troppe volte i referendum sono falliti.
    Già in passato c’è stato chi ha proposto di eliminare i referendum in quanto a suo dire dispendiosi ed inutili.
    Ma chi rende il referendum inutile è chi non va a votare.
    Non andando a votare prima o poi gli italiani vedranno sfilarsi definitivamente la possibilità di pronunciarsi, di dire la loro ed allora saremo solo ed interamente in mano a chi bene oppure male, ci rappresenta.
    I politici ci rappresentano e sono necessari ma il politico peggiore è quello che odia la democrazia diretta, la odia e la teme in quanto la percepisce come un intralcio al suo potere. Il peggior politico è quello che strizzandoci maliziosamente l’occhio ci inganna e ci invita a non andare a votare: ci invita a dire ma si fai tu, tanto io non capisco nulla.
    In questo modo boicotta la nostra libertà di espressione. Boicotta la democrazia che abbiamo conquistato col sangue. D’altra parte non si può giustificare un politico che non si schiera di fronte a problemi di questa portata in maniera chiara. Che non ha il coraggio davanti al popolo di dire io voto SI oppure io voto NO…
    Un uomo del genere dimostra solo debolezza e volontà di manipolarci.
    Non caschiamo in questo inganno. Anche all’ ultimo secondo, recatevi a votare e portiamoci anche l’ amico, o il parente pigro. Dimostriamo di essere uomini e donne che si meritano questa democrazia… non pecore da portare al pascolo o al macello a seconda delle convenienze.

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