Politica

Un altro colpettino

Non mi annovero fra i fanatici e gli alfieri armati dell’antiberlusconismo. Trovo più appassionante il confronto su tematiche concrete e di “sinistra” che contare le donne nude a casa del premier. Però, il dato dei quattro referendum (quorum raggiunto), rappresentano un altro colpettino al traballante governo di Berlusconi.

Parliamoci chiaramente. Questi sono quattro schiaffi grossi come una casa ai pochi pilastri di un governo allo sbando. Un governo senza capacità di indirizzo che aveva puntato su acque privatizzate, centrali nucleari e leggi uguale solo per il Capo.

Ora i colonnelli si affrettano a proclamare che “tanto il governo rimane forte” e che “i quesiti erano inutili in quanto già abrogati”, ma la realtà parla di una rissa permanente. Da dopo il primo turno delle elezioni milanesi, il centrodestra è in preda a una crisi di nervi.

Scrive Claudio Cerasa sul Foglio, uno dei pensatoi di centrodestra: “Realisticamente, Berlusconi, avrebbe una sola soluzione per salvare il centrodestra (dire che non si ricandiderà alle prossime elezioni, promuovere primarie per la premiership nel 2012 e impegnarsi a lasciare in eredità al paese una grande casa dei moderati) ma non credo che nel centrodestra ci sia aria di rivoluzioni”.

Appunto.

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