Società

Cannavaro, il guitto napoletano

Fabio Cannavaro, 6 gennaio 2009: “Per il cinema italiano spero che Gomorra vinca l’Oscar. Ma non penso che gioverà all’immagine dell’Italia nel mondo. Abbiamo già tante etichette negative. Ancora oggi un mio compagno di squadra mi ha detto: ‘Italiano? Mafioso’. È facile che un problema locale venga generalizzato” (qui il link).

Fabio Cannavaro, oggi, 30 giugno 2011, da Repubblica.itMaxi operazione Dia Napoli nei confronti dei presunti prestanome dei boss Lo Russo (…). Nell’ambito di questa operazione sono state sequestrate le quote societarie che appartengonno all’ex campione del mondo Fabio Cannavaro. Cannavaro, che al momento non è indagato, ha reso dichiarazioni al pm nell’ ambito dell’ inchiesta sul giro di usura e riciclaggio. “Ho conosciuto Marco Iorio sei o sette anni fa e dopo circa un paio di anni sono entrato in società con lui nel ristorante di Napoli ‘Regina Margherita’, acquistando il 10 per cento delle quote della società”, ha detto il calciatore. “In società con Marco Iorio – ha precisato – ci sono entrato quale socio della C.M.A. che è la mia società”.

Per capirci, questo Iorio è considerato un imprenditore in odore di camorra, un colletto bianco. Quindi, lasciando stare l’aspetto penale che non lo tocca, Cannavaro aveva quantomeno un discutibilissimo partner.

Al paese mio persone come lui si chiamano “buffoni”.

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