Società

Val Susa, il buco nel progresso

Si dice: “I No-Tav non vogliono il progresso“. Si dice: “Con l’alta velocità il Prodotto interno lordo aumenterà“. Si dice: “Così crescerà l’economia“. Si dice: “Così rimarremmo staccati dal resto d’Europa”. Tutte balle propagandistiche. A che cosa ha portato, per esempio, l’aumento del Pil? Guardate la Spagna o l’Irlanda o la Grecia o il Portogallo. Crescevano a rotta di collo, le chiamavano le tigri d’Europa. Ma era solo un accumulo di debiti, solo una bolla di sapone.

Che cosa ha portato il progresso di marca capitalistica? Guardate l’Italia, guardate l’Occidente. E’ un cumulo di macerie: contratti a progetto, poveri più poveri e ricchi più ricchi, precarietà, disoccupazione dilagante.

E l’Europa? Alzi la mano chi ha notato un miglioramento delle sue condizioni da quando siamo nella fantastica Europa, da quando a dettarci le condizioni sono le sue banche, i suoi burocrati, i suoi magnati. Perché mai ora dovremmo starci attaccati a quest’Europa con una linea che si infila dentro le nostre Alpi come un sondino si infila su per il buco del culo?

Fermiamoci. Nessuno ci obbliga a correre, a far aumentare il Pil, a crescere. Si vive anche stando fermi. Non consumando, non costruendo palazzi e centri commerciali. Possiamo essere ugualmente felici. O no?

 

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