Esteri

Zapatero, c’eravamo tanto amati

Era il simbolo della sinistra. Sabina Guzzanti gli dedicò anche un film. José Luis Rodriguez Zapatero ha annunciato le elezioni anticipate. Da marzo a ottobre. E’ ormai così scredito nel suo Paese, così bersagliato da destra e da sinistra che a reggere fino a marzo non ci pensa proprio.

Oggi molti hanno chiesto a Silvio Berlusconi di fare lo stesso. Pronvincialismo. La vicenza di Zapatero riguarda la sinistra e la deve interrogare. Si cercano eroi e salvatori della patria con troppa fretta. Servirebbe più raziocinio e, soprattutto, servirebbe interrogarsi su che cosa la sinistra vuole e sogna di essere. Vuole essere anticapitalistica? Vuole accodarsi al Fondo monetario internazionale e alla sua follia (errore che ha condannato alla morte politica Zapatero)?

Di Zapatero mi rimane solo grande nostalgia. E la sua vicenda mi provoca più pena che rabbia. Oggi è “un uomo grigio” come mi hanno detto gli “indignados” a Madrid, quando fino a qualche anno fa era spavaldo. Oggi è triste, quando fino a qualche anno fa era un uragano. Oggi è barocco, quando fino a qualche anno fa era uno splendido dipinto neorealista.

Adiòs José.

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