Politica

Monti, così non va

In questo blog ho salutato con favore l’arrivo di Mario Monti alla guida del governo. Penso tuttora che un tecnico possa fare molto meglio di politici beceri, di governi di centrosinistra bloccati dai “niet” di un rifondarolo qualunque o di governi di centrodestra in panne per inutili slanci indipendentisti di una Lega Nord invasata.

Per questo mi sarei aspettato più coraggio dalla manovra economica. Tagli alla politica più incisivi, a partire dall’abolizione COMPLETA delle province, tassazione più pesante sui patrimoni, ritocchi più blandi alle pensioni (visto che non c’è una vera emergenza) e una seria lotta all’evasione, che Monti ha rimandato alle calende greche. Per non parlare di quella tassazione all’1,5 per cento sui capitali scudati tornati dall’estero troppo bassa e della famosa Tobin Tax, cioè l’imposta sulle speculazioni finanziarie, che è scomparsa dal testo.

Sul Il Sole-24 Ore scrive oggi il direttore Roberto Napoletano:

La domanda è: in cambio di che cosa? Noi accettiamo di pagare di più (molto di più) ma non in bianco. 

Perché uno i sacrifici li fa. Stringe i denti, ma li fa. Ma solo se c’è una prospettiva. Solo se per una volta pagano di più chi ha di più. Veramente, non per finta. E non possiamo accontentarci della frase di Monti: “I grandi patrimoni non sono rintracciabili”. Lo sono, invece, professore. Basta volerlo.

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