Politica

Due o tre cose che so su Cosentino

Dopo il mio post di ieri in cui mi schieravo contro il no all’arresto del deputato Nicola Cosentino (che non significa credere all’innocenza di Nicola Cosentino), oggi un commento di qualcuno che si firma Godot mi ha illuminato:

“I tuoi colleghi giornalisti forse sanno che Cosentino è imparentato con i camorristi: Peppe Russo (Peppe o’Padrino, (in carcere per omicidio e associazione mafiosa) e con il boss Costanino Diana, e addirittura (in maniera “meno diretta” ossia attraverso un cugino di primo grado) con il clan Schiavone… ah già… sai che la mamma di Cosentino si chiama Olga Schiavone?”

In effetti non sapevo tutte queste cose e, lo dico sinceramente, non me ne importa un fico secco. Quando Godot finisce di lambiccarsi il cervello dietro agli alberi genealogici, vorrei che rispondesse a queste domande:

  1. Il Parlamento, votando contro l’arresto di Cosentino, ha bloccato il processo? Ti aiuto Godot. La risposta è no. Quando i pubblici ministeri, che sono sicuramente bravi e hanno sicuramente messo su un’inchiesta seria, riusciranno a ottenere un verdetto definitivo di colpevolezza, Cosentino andrà in prigione, come ci è andato Cuffaro.
  2. Basta un parente mafioso o uno zio mafioso o l’intera famiglia mafiosa per finire in galera?
  3. Basta un “tanto lo sanno tutti che è mafioso” per mandare un tizio in galera?
Io ho paura di quelli che la pensano come te Godot, più che dei mafiosi. Ho paura di chi ragione come un Pinochet qualunque di una qualunque periferia
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9 thoughts on “Due o tre cose che so su Cosentino

  1. Io voglio dire solo una cosa, questo parlamento dove ci sono quasi più indagati che altro, non è in grado di bloccare l’arresto di Cosentino… è solo una questione di favori veri e propri, oggi salvo te domani salvi me e la democrazia va a farsi benedire.
    Questo logicamente nel pieno rispetto delle opinioni di tutti.
    Dei radicali sinceramente non voglio parlare in questi anni hanno fatto più salti da una parte all’altra loro che non so chi…
    Un saluto

  2. Caro Dott. Riitano,

    noto con stupore ma non troppo, come le argomentazioni riguardo il no all’arresto di Cosentino siano

    talmente illuminanti da essere le stesse proposte e sostenute dai legali del nostro ex presidente del

    consiglio Berlusconi che lei, carissimo dott. Riitano ha combattuto in questi anni, o meglio, questo è ciò che

    traspare dai suoi articoli, Mi sono perso qualcosa?

    Con osservanza

    Un anti radical chic convinto

  3. Rispondo visto che sono stata chiamata in causa. Sebbene mi sorprenda il fatto che se la sia presa tanto del mio non concordare con la decisione parlamentare da citarmi ben 2 volte. Mentre hai tralasciato le ben più giuste argomentazioni di Scudiero Jones.
    Ad ogni modo. Il Parlamento, a prescindere da parentele o altro, aveva il compito di decidere su un’eventuale fumus persecutionis. La persecuzione non c’è. La carcerazione preventiva è stata chiesta su basi valide. Sulle stesse basi che hanno fatto sì che più di 50 persone indagate nello stesso procedimento giudiziario fossero in prigione. Se quindi ci sono stati gli estremi per la carcerazione di queste persone (onestamente non ricordo se 54 o 56) perchè lo stesso non è valso per Cosentino?

    Credo però, dal tono del tuo post che sia poco propenso alle argomentazioni altrui. Infatti non hai risposto al mio commento e nemmeno al più chiaro e preciso commento di Scudiero Jones nel post precedente. E la cosa mi dispiace perchè a me piace avere un confronto.

    1. Risponderò a te come a scudiero come a quelli che hanno gentilmente e con garbo (e di questo vi ringrazio) commentato i miei post.
      Solo una cosa: a Scudiero dico che so quali sono i requisiti per chiedere la carcerazione preventiva (pericolo di fuga, di inquinamento delle prove, di fuga). Non sono io a decidere se ricorrono questi tre pericoli e credo che non ci sia nemmeno humus persecutonis. Io ho sollevato un problema che nessuno di voi sta prendendo in considerazione perché siete offuscati da cosentino, dalla sua figura e dalla sua faccia. Parlo della carcerazione preventiva. Sui 67mila detenuti in Italia, più della metà, quasi 35mila, sono in galera senza una sentenza definitiva. Vi pare giusto, Godot e Scudiero Jones?

      Ps. Lo so, Ernest, che questo Parlamento non ha la caratura morale per bocciare l’arresto di Cosentino. Ma non è questo il punto della situazione.

      Ps2.Non è vero che non sono aperto al confronto. Se questo blog vive e respira è grazie a voi, Godot.

      1. Cito te:

        “ho paura di quelli che la pensano come te Godot, più che dei mafiosi. Ho paura di chi ragione come un Pinochet qualunque di una qualunque periferia”

        … non la vedo un’apertura al confronto paragonarmi a Pinochet. Non l’ho detto prima proprio per “garbo” … ma non amo chi parla alla leggera.

      2. Caro Dott. Riitano,

        mi perdoni se continuo ad insistere su questa nota dolente e presumo non abbia risposto al mio precedente post in quanto preso da ardente e pasionaria fede nelle proprie idee..
        Mi spiegherò meglio, non volendo essere tacciato di neo-pinochettismo come lei prima ha etichettato un altrui pensiero:
        Crede veramente che la correttezza o meno della detenzione di queste poco più 35mila persone detenute sia il reale problema della questione?
        Lei ritiene che aspettare la sentenza definitiva del processo, considerati i biblici tempi della magistratura italiana, sia la strada migliore verso la sicurezza del paese e la lotta alla criminalità?
        Non ritiene che i suoi dati e e sue tesi così poste, e quindi il suo richiamo ad una visione più generale del problema non fa altro che generalizzare un problema ed indirettamente non risolverne nessuno?
        Mi auguro che la sua conclusione non sia che in questo modo è possibile combattere due problemi, ossia la carcerazione preventiva (da lei considerata ingiusta) ed il sovraffollamento degli stessi penitenziari.

        Con impazienza attendo una sua risposta e la ringrazio per lo spazio offerto al confronto

        Un saluto

      3. Insista pure, io le rispondo.

        1) Sì, i 35mila detenuti in attesa di giudizio sono il vero problema
        2) Se la giustizia è lenta va accelerata, non deve essere una scusa per tenere dentro persone (forse) innocenti
        3) non generalizzo niente, siete voi a generalizzare

        Grazie

  4. La ringrazio per la celere risposta ma qualcosa ancor mi sfugge:

    1) Il problema per lei sono i 35mila detenuti, bene, quali altre vie lei propone per ovviare al problema?
    La denuncia è di per se sterile se non viene avanzata una proposta o un’idea alla base
    2) La lentezza della magistratura è un dato di fatto sul quale in qualche modo (ritengo in maniera inefficiente) si sta lavorando, d’altra parte come nella domanda precedente le chiedo quale altre via propone se non è in grado di identificare o determinare il rischio e le esternalità negative che questi individui possono avere
    3) Suvvia, non si animi troppo e non ricada nei ton da baruffa come in precedenza!
    Per me lei generalizza nell’analizzare e nel considerare queste 35mila persone come un unico soggetto, non considerando i differenti reati per cui sono preventivamente incarcerati, come si soleva dire un tempo, non faccia di tutta un erba un fascio!
    Dopodichè sarebbe particolarmente interessante individuare per quali crimini tale procedura dovrebbe essere eliminata o sostenuta, ma questo, è gia un passo successivo…

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