Società

Costa Concordia, che senso ha arrestare il comandante?

Il comandante della Costa Concordia è stato arrestato. Ho parlato ieri e l’altro ieri della vicenda Cosentino e quest’ultimo fatto di cronaca mi permette di tornare sull’argomento della carcerazione preventiva. Francesco Schittino, il comandante, sicuramente ha colpe di non poco conto e probabilmente pagherà.

Ma arrestarlo che senso ha? Ricordo i requisiti per l’arresto preventivo: pericolo di fuga, probabilità di reiterazione del reato e tentativo di inquinamento delle prove. Voglio credere che i pubblici ministeri di Grosseto abbiano la provata certezza che sussistano questi tre elementi. Non voglio credere che lo facciano solo per farsi della bella pubblicità gratuita e per ricevere elogi sulla prontezza di certi magistrati.

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3 thoughts on “Costa Concordia, che senso ha arrestare il comandante?

  1. Caro Dott. Riitano,

    “Errare humanum est perseverare autem diabolicum” dicevano i latini.

    Una delle prime regole che il buon giornalista deve seguire e rispettare è quella di documentarsi, analizzare ed infine produrre (giornalisticamente parlando).
    Riprendendo appunto i suoi precedenti post riguardo al caso Cosentino e al ruolo della carcerazione preventiva( dimenticavo, non ha ancora risposto ai miei quesiti) le faccio notare questo articolo che “sicuramente” avrà letto ed analizzato:

    “. Salvo quanto disposto dai commi 2 e 3 del presente articolo e dall’art. 391, le misure previste in questo capo possono essere applicate solo quando si procede per delitti per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a tre anni.

    2. La custodia cautelare in carcere può essere disposta solo per delitti, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni.

    3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica nei confronti di chi abbia trasgredito alle prescrizioni inerenti ad una misura cautelare”

    Si tratta come ben saprà dell’articolo 280 del Codice di procedura penale, Titolo I, Capo II che riguarda le “Condizioni di applicabilità delle misure coercitive”

    Ora attendo, come immagino e mi auguro farà, l’esplicitazione del suo pensiero e delle sue tesi come giornalista vuole, e non come farebbe un ardente populista o peggio, un anticonformista-conformista narciso del suo bastian contrario.

    In attesa di una sua risposta, le rinnovo i miei ringraziamenti per lo spazio offerto alla discussione.

    Un saluto

  2. in realtà sembra che il pericolo di fuga all’estero ci fosse davvero, e di inquinamento delle prove (manomettendo la scatola nera) pure. almeno, questo ho letto, poi chissà.

  3. c’era pericolo di fuga hanno detto gli inquirenti. Una delle accuse poi credo che sia abbandono della nave o mancato soccorso, per le prove direi che sono state prese in considerazione le dichiarazione della Guardia Costiera che ha intimitato più volte al comandante di partecipare alle fasi di salvataggio.

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