Società

Io sono Schettino

Certo, potrei essere il capitano De Falco che, indefesso, ordina al fuggitivo Schettino di tornare sulla nave a vedere quanti morti ci sono. Certo, potrei essere un eroe, ma non lo sono. Non so nemmeno se fossi tornato indietro, dopo l’ordine della capitaneria. Io non so molte cose a differenza di chi ora si erge a paladino dell’altruismo e dell’eroismo.

Schettino dovrà spiegare molte cose e, probabilmente, sarà condannata. Ma, lo ripeto, ogni uomo, criminale o ladro o viscido che sia, non merita una condanna preventiva né la gogna mediatica.

A me, fin dai tempi di Gesù e Barabba, la giustizia popolare e il “chi volete crocifiggere” non è mai piaciuto.

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8 thoughts on “Io sono Schettino

  1. fammi capire, non bisogna parlare di nessun fatto di cronaca se prima non ci sia stato il processo? se sono disponibili informazioni e testimonianze l’opinione pubblica ha il diritto di sapere e di formarsi un opinione, che può essere diversa da quella della giustizia ordinaria!

    ad esempio io non sono convinto che Pinelli abbia avuto un malore attivo, che le stragi di bologna e di piazza fontana non abbiano colpevoli. Inchieste giornalistiche e testimonianze mi hanno aiutato a formare un opinione. La telefonata della capitaneria di porto, le poche cose che so sul mare e anche le opinioni di capitani che hanno difeso schelotto mi daranno modo di formare la mia opinione.

    Gogna mediatica è una parola inventata dagli accusati per passare dalla parte della ragione, e usata dai giornalisti per rigirare le frittate.

  2. Cavalier Riitano senza ombra e senza macchia,

    rilegga i post e si faccia una pernacchia,

    mai arte o tecnica sopraffina

    fu per lei più lontana che vicina,

    gioca gioca al giornalista

    lo ha fatto da privatista?

    Su orsù, non se la prenda

    se ha una dialettica orrenda

    or si chiederà qual motivo di tal accanimento

    per ciò che non è che un divertimento

    quindi veniamo a lei che è un combattente

    e va sempre controcorrente

    Si chieda perché ancor l’attacco

    se in comune non abbiam uno zio bislacco

    comunque tutto è più semplice di quel che sembra

    se lei pensa a ciò e rimembra:

    prima la caciara per Cosentino

    ed ora per De Falco e Schettino,

    ma avrà mai fatto lo stesso errore

    colui a cui la seria analisi fa orrore?

    Giammai griderà e sbraiterà,

    ma è quello che a tutti parrà…

    Un saluto

      1. Da lei, mastro della dialettica e della parola, o come direbbe qualcuno, sofista della dialettica, mi sarei aspettato una risposta di spirito, un sfumata allegorica o almeno una staffilata di gran carattere ma niente..
        E’ come nel film di Moretti nella quale il protagonista esorta ed aspetta che D’alema, in un dibattito politico, dica qualcosa di sinistra ma ciò non accade: qua è lo stesso, uno aspetta prima o poi una sua risposta come espressione di carattere, competenza e stile, ma purtroppo invece attenderà invano..

  3. Dott. Riitano,
    mi stupisce tremendamente la sua superficialità nell’affrontare tutti gli argomenti (mi riferisco anche ad altri presunti “articoli”, se così si possono chiamare) presenti in questo blog. E’ vero che un blog è uno spazio libero e per cui può scrivere ciò che vuole, ma il professarsi ed essere un giornalista dovrebbe “garantire” un minimo di profesionalità ed oggettività nella redazione di certi commenti.
    Tornando all’articolo in esame, rimango basito della sua inutile posizione e giudizio riguardo una vicenda così grave.
    Il comandante De Falco non è un eroe e superman, è semplicemente un ufficiale che stava facendo il proprio lavoro, cercando di controllare una difficile situazione causata, forse, e comunque che doveva essere supervisionata da Schettino.
    Il fatto che Schettino sia obiettivamente, ormai si può ritenere così, fuggito senza prestare soccorso e coordinare l’evacuazione della Sua nava è gravissimo poichè il comandante, a parte che deve essere l’ultimo a lasciare la nave, deve essere addestrato anche a queste situazioni. Sicuramente tutti avremmo avuto una paura pazzesca in questo caso, come l’hanno avuta realmente i passeggeri lasciati a loro stessi. Il fatto è che il comandante ha certe responsabilità commisurate col ruolo che ricopre e quindi si DEVE pretendere un certo atteggiamento da parte sua. Il mozzo (con tutto il rispetto) non è tenuto a fare certe cose, ha meno responsabilità e percepisce nahe uno stipendio di molto inferiore, ad esempio.

    E’ normale non “crocifiggere” Schettino, ma va tuttavia riconosciuta una sua indiscussa gravissima colpa. La giustizia farà poi il suo corso.

    Dott. Riitano, questi suoi sproloqui gratuiti senza senso e giusto per contestare “le masse che la pensano allo stesso modo”, per far credere che lei si erge sopra il “coro” e per sembrare il “bravo” giornalista che evidenzia cose scontate e che vorrebbe porre l’attenzione su certi fatti, beh ormai lasciano il tempo che trovano: non scriva più per favore, ne gioverebbe l’intera comunità del web!!! e, poi, non appiccichi citazioni a casaccio solo per farsi figo…c’è n’è di gente che ne sa più di lei. Il segreto è scrivere in modo semplice (cosa per altro molto difficile).

    Se vuole contribuitre ad un sano dibattito se certi temi, sempre meno discussi, non sia spocchioso e ironico, e contribuisca veramente.

    Saluti

    1. non mi chiami dottore, grazie.
      Io sono libero di scrivere quel che mi pare senza rendere conto a nessuno (tanto meno a lei) e lei è libero di girare al largo da questo blog.
      Saluti

  4. Dottore no, però almeno l’uso del condizionale, si può avere?
    Nel merito del commento, concordo purtroppo con Relativista.

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