Società

Carcerazione preventiva, barbarie made in Italy

Di carcere non si può morire. Nemmeno se si è stati condannati per i reati più biechi, figurarsi poi se si è solo accusati. Di carcere non si può morire. Figurarsi poi se si ha 21 anni, come l’ultimo, il decimo quest’anno, suicida, Alessandro Gallelli.

Era dentro, Alessandro, perché accusato di molestie verso delle ragazzine. Ma poteva essere dentro anche per omicidio, non conta. Quel che conta è che un sistema che tiene dietro le sbarre persone in attesa di giudizio, e sono la metà dei carcerati italiani, è un sistema barbaro. Non degno di un paese civile che ha dato i natali a Cesare Beccaria.

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