Società

Il carabiniere pecorella e il giornalista all’ospedale

Dopo esserci inorriditi, scandalizzati, costernati per il “pecorella” del bofonchioso NoTav verso  un serafico carabiniere (a cui è andata anche una benemerenza), spero che da oggi in poi non ci si nasconda dietro un dito quando le forze dell’ordine picchiano senza ragione. Perché, se si applaude un carabiniere perché è rimasto bravo e buono di fronte alle provocazione, a rigor di logica bisogna esecrare il carabiniere che si macchi di un atteggiamento opposto, o no?

E poi, si è fatto un gran parlare delle troupe di giornalisti aggrediti (aggrediti, poi, vorremmo sapere come), ed è vergognoso che si impedisca all’informazione di lavorare. Però, con egual costernazione vorrei che si parlasse di quei membri delle forze dell’ordine che mandano quasi al creatore un giornalista.

Come successe a Genova nel 2001 durante il G8. Come successe a Mark Coven. Come successe. Perché succede.

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6 thoughts on “Il carabiniere pecorella e il giornalista all’ospedale

  1. Io invece spererei che non fosse ostinatamente sminuito il lavoro di una maggioranza di ragazzi in divisa a causa di eventi (di cui a mia volta non sminuirei il significato) provocati da agenti deviati. Trovo inutilmente provocatorio il titolo “Carabiniere pecorella”.
    Non so, così, perché l’immagine del Carabiniere, dignitoso e professionale, ci ricorda che esiste un’Italia fatta anche di persone di carattere. Su cui potremmo contare, invece di lasciarci andare a polemiche sterili.
    Sì, il Carabiniere ha fatto solo il suo dovere, ma come Lei stesso ci ricorda, forse non è così scontato. Specialmente in condizioni di tensione e di provocazione che nulla ha che vedere con le rispettabili ragioni dei NoTav, per poco più di mille euro al mese.
    Così come è esacrabile il comportamento errato di alcuni, non vedo cosa ci sia di male a prendere quale buon esempio una persona che ha dimostrato dignità. La costernazione verso la violenza delle divise è stata più che espressa, numerose volte.

  2. Caro Dott. Riitano,

    non la posso lasciare qualche settimana che lei mi spara così, senza preavviso e dopo anche alcuni

    interessanti articoli, una rigurgito di bieco populismo.

    Non ci siamo. Non ci siamo proprio!

    Ho provato a soprassedere ma alla fine dopo questo pezzo che riporto, mi sono arreso.; lei scrive:

    “E poi, si è fatto un gran parlare delle troupe di giornalisti aggrediti (aggrediti, poi, vorremmo sapere come), ed è vergognoso che si impedisca all’informazione di lavorare. Però, con egual costernazione vorrei che si parlasse di quei membri delle forze dell’ordine che mandano quasi al creatore un giornalista.
    Come successe a Genova nel 2001 durante il G8. Come successe a Mark Coven. Come successe. Perché succede”

    A parte la conclusione, “Come successe, Perché succede” che mi sembra un mix tra Gigi Marzullo e la parodia di Carlo Lucarell, ci mancava solo che dicesse “sono cose che fanno male al calcio ed allo sport in generale” con il tono alla Pizzul e sarebbero davvero venuti giù applausi a scena aperta.

    Chiusa questa piccola parentesi, mi domando:

    Lei è un giornalista, vive e lavora in questo Paese, usufruisce dei servizi che il nostro tanto bistrattato Stato fornisce, dorme tranquillo tra due guanciali nei suoi nella sua casa sognando chissà quale riforma o cambiamento del Paese, ha mai pensato che tutto questo le è permesso grazie alle persone che probabilmente hanno messo da parte i loro sogni, le loro speranze, le loro ambizioni e che, pur di avere una famiglia o quantomeno una vita dignitosa, passano le loro giornate a “parare il suo tanto delicato deretano”? Sono gli stessi che lei chiama appena si sente in pericolo, sono gli stessi che per 1200€ in cambio si beccano insulti, sputi, botte e l’onta, tanto facile da etichettare, di essere la faccia visibile dello Stato.

    Penso che sia troppo facile dare addosso questi ragazzi non tanto diversi da me e lei, loro ci mettono la faccia, lei la miccia per la loro infamia

      1. Urrà!

        Sapevo che avrebbe gioito per il mio ritorno e che in fondo lo attendeva con impazienza per rianimare

        l’encefalogramma piatto dello stato del suo blog!

        Quindi risparmi i complimenti, sono come ricevuti..

        Detto questo la mia è un’opinione se poi lei vuole argomentare le sue tesi e sostenerle con spirito critico

        ben venga, scrivo in questo blog per questo motivo se invece deve sparare a salve come fa, con le solite

        frasette da permaloso e rifuggendo dal confronto per chissà quale motivo, amen, però così dimostrerebbe

        una certa bassezza intellettuale.. Un pò come quei bambini che se perdono si portano via la palla e non

        fanno più giocare gli altri.

        La mia domanda era semplice, se vuole risponda e ne sarei ben lieto, altrimenti si porti via la palla

        imbronciato

        Avanti!

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