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Che privilegio, operaio

L’ultima è la ministra Elsa Fornero. Dare del privilegiato all’operaio, all’impiegato, al dipendente che porta a casa 1500 euro (massì abbondiamo, direbbe Totò) ormai è uno sport nazionale. Il mercato del lavoro va cambiato, rivoluzionato, mutato dalle fondamenta. E le difficoltà non mancano, in un paese profondamente sclerotizzato come il nostro.

I rappresentanti del governo, però, non possono e non devono sfogare la loro frustrazione contro il più debole della società. Un dipendente a tempo indeterminato sarà certamente più fortunato di un collega a tempo determinato o di uno stagista. Ma non si tratta di una guerra fra poveri, qui. Non si tratta di mettere l’uno contro l’altro l’ultimo e il penultimo. Ma di dare rappresentanza e voce all’ultimo e al penultimo e di cercare di richiudere la forbice sociale tra i veri privilegiati e tutti gli altri.

Mi preoccupa questa deriva marchionesca del governo tecnico. Marchionne, colui che di fronte ai numeri trionfali e ai modelli vincenti della Volkswagen trova il coraggio di prendersela, indovinate con chi?, sì, proprio con loro, gli operai.

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