'ndrangheta

Lombardia, gran voglia di illegalità

Nove consiglieri con problemi con la giustizia. Un presidente della Regione con rapporti con l’ala più affarista di Comunione e Liberazione, senza dimenticare i casi Penati, Sesto San Giovanni ed ex Falck. E poi l’ombra più inquietante, la ‘ndrangheta. Con il pentito Antonino Belnome che oggi ha raccontato in un’aula di tribunale come sia nato l’omicidio del traditore Carmelo Novella. In Brianza, cuore produttivo della regione più produttiva.

Benvenuti in Lombardia. Dove un boss di Monasterace, paese minuscolo del reggino, può aprirsi un’attività all’Ortomercato di Milano, il più grande d’Italia. Dove la ‘ndrangheta è così pervasiva che i giudici, prima caso nella storia di Milano, concedono un indennizzo di 50mila euro al Comune.

Ha detto il presidente della Corte di Appello di Ancona e togato da sempre impegnato nella lotta alla mafia Vincenzo Macrì:

Si e’ visto con quale facilita’ la ‘ndrangheta e’ penetrata in certi ambienti amministrativi e imprenditoriali nelle zone del nord. Non era quindi difficile ipotizzare che ci fosse anche li una classe politica disponibile ad essere condizionata, ad accedere percorsi di illegalita’. Ovviamente, sia chiaro, il mio discorso riguarda l’ambiente e non persone specifiche, o partiti. Le indagini accerteranno eventuali responsabilita’. Ma insomma, diciamolo, in Lombardia c’era una gran voglia di illegalità’.
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