Politica

25 aprile, la resistenza tradita

Il 25 aprile non sarà mai una festa come tutti le altre. E non è vero che, come dice il nostro presidente del consiglio Mario Monti, allora come oggi dobbiamo essere uniti. Quel 25 aprile 1945 non eravamo uniti. Quel 25 aprile 1945 c’era chi stava dalla parte della ragione – comunisti, liberali, cattolici, parte della società civile – e chi dalla parte del torto. Se ne facciano una ragione i Giampaolo Pansa, i Walter Veltroni, i Luciano Violante, le Renata Polverini e i Gianni Alemanno.

I partigiani ci misero la faccia – forse gli unici nella storia italiana. Furono portatori dell’unica rivoluzione di cui siano stati capaci gli italiani, o almeno parte di loro. Per questo vanno rispettati. Ci saranno stati degli errori o commessi dei torti. Ma da qui a dire che bisogna far passare in carrozza le scelte sbagliate di allora dei repubblichini ce ne passa.

Quella resistenza fu, in seguito, tradita. Controllati a vista dai servizi segreti americani e scortati da fascisti in borghese e riabilitati come padri della patria, andarono al governo per decenni democristiani e papponi di Stato. Gli ideali della resistenza furono messi da parte in nome degli interessi dell’Occidente nella lotta contro la minaccia sovietica.

Che Italia sarebbe stata se quella lotta partigiana non fosse stata tradita non lo so. Ma sicuramente sarebbe stata un po’ più responsabile, più matura e meno ciarlatana.

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One thought on “25 aprile, la resistenza tradita

  1. Dedicato a Gianpaolo Pansa: sei un grande! Scusami se ti dedico una frase banale, ma ti assicuro che e’ quello che penso di te. Tu hai saputo dire quello che molti pensano ma non hanno il coraggio e la tribuna per dirlo! Tu hai detto a tutti cos’e e cos’ e’ stato il 25 Aprile e la Resistenza, cos’ e’ questa Repubblica e cos’ e’ stata la Monarchia che l’ ha preceduta! Tu hai fatto il film piu’ vero della Storia di questa Italia che tutto e’ tranne che una Nazione unita perche’ nessuno ha mai voluto dire la verita’ e, quando qualcuno ha cercato di dirla(cioe’ tu) e’ stato messo all’ indice, escluso da tutto, costretto fuori dai quotidiani piu’ letti(La Repubblica! Che tra l’ Ltro e’ in parte di un mio concittadino meridionale). Sei veramente un grande! Ti voglio un gran bene! Spero che tu possa vivere tanto a lungo da vedere un Presidente della Repubblica che non osanni l’ esercito italiano, responsabile di misfatti inenarrabili,un parlamento che continua a mantenersi in vita succhiando il sangue ai suoi concittadini, una schiera di portaborse che, legalmente, continuano e perpetuano ilsistema delle mazzette! Rispondindimi, se ne hai tempo e voglia, alla seguente mail: bagetta@Tiscali.it

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