Economia

Ma non esiste solo il lavoro

In questo primo maggio, in cui si parla di lavoro perso, lavoro precario, lavoro non retribuito, credo che si stia perdendo un aspetto del problema. Non esiste solo il lavoro, ma anche i sogni, le aspirazioni, gli obiettivi più o meno alti di una persona. La fame e la mancanza di una occupazione obbligano molti ad accontentarsi, a “parcheggiarsi” su una scrivania, qualunque essa sia.

Ma i giovani di oggi, che non esito a definire una generazione perduta, hanno sacrificato per strada i sogni. Hanno smesso di indignarsi ma non hanno neanche più i grandi slanci di altre epoche, il coraggio di pensare a un altro mondo, a un altro sviluppo, a un altro orizzonte.

Parlo, ovvio, dei giovani occidentali. Perché altri giovani – penso agli arabi protagonisti delle varie “primavere”, ma penso anche ai brasiliani, agli argentini, agli angolesi – hanno saputo prendere il destino in mano. Consapevoli che non tutto si limita al posto di lavoro. Consapevoli di non dover sgozzare in culla l’impossibile per rincorrere un qualsiasi noioso posto di lavoro. Ed è grazie a loro e al loro atteggiamento che oggi Brasile, Argentina, Angola, Mozambico guardano con fiducia al futuro con le loro economie in ripresa da anni.

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2 thoughts on “Ma non esiste solo il lavoro

  1. Condivido più o meno i primi due capoversi, ma l’ultimo la prego poteva risparmiarselo o perlomeno poteva informarsi meglio :
    -primavere arabe create ad hoc, leggasi finanziate e sostenute da governi,elité ed istituzioni occidentali
    – giovani appartenenti a paesi appartenenti ai BRICS con condizioni contrattuali ben distanti (in negativo) dalle nostre sia in termini di sicurezza del lavoro, orario, salari (reali e non nominali!!!!) e di contesto sociale
    – giovani cittadini di Paesi quali Angola e Mozambico che vedono il proprio Paese crescere a tassi che variano dal 6-10% annuo che di effettivamente reale non hanno niente in quanto oggetto o meglio risultato di semplici giochi finanziari a fini speculatvi (leggasi bassi livelli di IDE ) e che nel giro di qualche anno o anche meno vedranno fenomeni di overheating e conseguenti forti deflussi di capitale e successivi casi di bank run (vedi esempi quali Uruuay, Argentina, Islanda ed in minima parte Grecia)

    Detto questo ed in merito ad alcune castronerie da lei riportate nel precedente post “Licenziamenti uguale crescita” le consiglio sinceramente di:

    – fare delle riflessioni più profonde ed un pò più acute
    – fare un ripasso almeno degli elementi di base di macroeconomia/ecomomia internazionale
    – selezionare le informazioni ed i dati, depurarli, analizzarli e dopodiché commentarli

    Le consiglio vivamente di dare uno sguardo al seguente link, le sarà d’aiuto:

    http://epp.eurostat.ec.europa.eu/tgm/table.do?tab=table&language=en&pcode=teilm020&tableSelection=1&plugin=1

    La mia non è una critica ma un consiglio affinché i suoi articoli abbiano maggior spessore…

    1. Vengo a risponderti:
      1) Premetto che non sono un complottista, quindi non credo alla mano oscura dell’occidente dietro alcune primavere arabe. L’Occidente non aveva nessun interesse a spodestare Ben Alì in Tunisia e soprattutto Mubarak in Egitto. Sulla Libia, invece, il tuo discorso potrebbe andare bene;
      2) Non ho mai detto che i BRICS e noi occidentali siamo comparabili in termini di condizioni lavorative e quant’altro, ma rispetto a solo pochi anni fa hanno o no avuto dei miglioramenti? In Cina ormai lo sciopero è diventata un’arma, seppur ancora debolissima, per reclamare più diritti;
      3) I casi da te citati di Argentina, Uruguay e Islanda sono l’esempio non di speculazioni fallite ma del fallimento, questo sì, delle politiche neoliberiste.
      4) Riguardo ai licenziamenti in spagna, io mi attengo ai dati ufficiali dell’istat iberico, che, guarda caso, certificano 300mila disoccupati in più proprio dal mese in cui sono entrate in vigore le nuove leggi.

      Ultima annotazione. Gli economisti, o i presunti tali come te, i numeri li han sempre dati, ultimamente però non sanno neanche leggerli.

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