Esteri

Chico Forti e la democrazia Usa

Chico Forti

Gli Stati Uniti hanno buttato (è il caso di dirlo) in galera un giornalista italiano, Chico Forti, che ha accusato la polizia di Miami di strane omissioni nel caso dell’omicidio di Gianni Versace.

Guarda caso, ma guarda caso, Chico Forti viene accusato di omicidio e da 12 anni è chiuso in una galera senza uno straccio di prova.

Su Facebook è nata da tempo anche questa pagina che ne chiede la liberazione.

Chico Forte è fra i trend di twitter da giorni. Mentre la grancassa mediatica se ne infischia impegnata com’è a discutere di Renatino De Pedis, passato remoto della nostra repubblica, o a esecrare il massacro in Siria (come se un popolo non fosse libero di scannarsi a vicenda in santa pace senza che i moralisti dell’occidente, mammolette senza spina dorsale, si scandalizzino e sputino dall’alto del cielo qualche bomba a grappolo).

Io mi domando e domando. Quale status morale permette alla nazione che manda in galera un giornalista straniero di prendersela con i talebani, gente arcigna che ha sempre difeso la propria terra?

Quale status morale permette alla nazione che rinchiude in galera un cittadino su cento di prendersela con i “terroristi” iracheni che hanno il coraggio di farsi saltare le cervella per aria pur di ammazzare gli invasori?

Quale status morale permette alla nazione che fa pulizia etnica al proprio interno (perché non può non definirsi pulizia etnica quella ai danni degli indiani e quella ai danni dei “negri”, tuttora in corso come dimostra il dato che uno su nove è dietro le sbarre) di far alzare in volo i propri caccia bombardieri contro la Serbia, contro la Somalia, contro la Bosnia (tutti stati che non si sono mai macchiati di guerre di invasione)?

Twitter: agoerre

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3 thoughts on “Chico Forti e la democrazia Usa

  1. ciao ago, io trovo aberranti i dati sugli USA (pena di morte, niente welfare, carcere preventivo (hem hem…anche qui), etc.), anche se penso che sicuramente tante cose buone gli States le abbiano. Le guerre preventive sono una boiata immane, e le invasioni pure. però c’è un però: in casi come il genocidio del Rwanda, della Bosnia, etc. c’è davvero bisogno di intervenire. Ti spiego: io trovo profondamente immorale che noi (che abbiamo i soldi, cioè, loro che hanno i soldi, essendo io dottoranda senza lavoro) si guardi morire milioni in Somalia per la fame, in Siria per le guerre intestine, in Centroafrica (con le nostre armi, tra l’altro). Ovvio, la guerra globale non si può fare. Ma a te non viene mai la voglia di prendere le armi e far finalmente fuori quei dittatorelli da 4 soldi che rovino la vita a milioni di Agostino, di Lidie sfortunati…? A me, certe volte, sì. Però hai anche ragione tu: iniziamo così, e diventa la guerra di tutti contro tutti…anzi, la guerra del più forte contro tutti. D’altra parte, che si fa, stiamo a guardare?…

    1. Ciao Lidia,
      che piacere i tuoi commenti intelligenti e perspicaci. Partiamo da un presupposto sbagliato. Chi dà a noi occidentali il diritto/dovere di intervenire? In somalia, in Bosnia, ecc. Per il resto, ti quoto

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