Società

Brindisi, lo sfascio del giornalismo

Brindisi, ovvero quando il giornalismo va in confusione.

Già dopo le prime ore dalla bomba esplosa di fronte alla scuola di moda, il fumo acre dell’esplosione ancora di là da diradarsi, le radio e le prime tv partono lancia in resta: “E’ stata la mafia! E’ stata la mafia!”. E si racconta che la scuola è intitolata a Giovanni Falcone e Francesco Morvillo, la moglie. E si ribadisce che da lì a qualche ora sarebbe arrivata la carovana della legalità di Libera. Dice: Eh, ma troppe coincidenze per non farsi l’idea che dietro ci sia la mafia. Appunto, coincidenze. Ma il giornalismo dovrebbe andare oltre.

E invece qualcosa non torna. La scuola non è intitolata a Giovanni Falcone e alla moglie, ma solo alla moglie. Dice: eh, ma è una sottigliezza. Ma spesso, nei casi incerti, sono proprio i particolari a dare un senso o un altro alla storia.

Infatti la storia della mafia, a cui i giornali ciucciavano avidamente come neonati affamati, si sgonfia nella serata di sabato. Gli anchorman alla Enrico Mentana, presi dall’ansia dal franare della terra sotto i piedi di commentatori, soloni e professionisti dell’antimafia, tirano fuori altri teoremi. Il terrorismo! Anzi no, al Qaeda!

Sì, questa di al Qaeda è proprio bella. Tanto che Mentana la rilancia in prima serata. “I jihadisti vorrebbero colpire il nostro modello di vita”. Poi, non si capisce che modello dovrebbero colpire, gli islamisti. A Brindisi. Con tutto il rispetto per Brindisi. E in una scuola quasi tutta femminile. Se c’è un modello vicino a degli islamisti fanatici, è proprio la separazione e non la promiscuità sessuale a scuola. Ma a Chicco Mentana mica interessano, queste cose. Lui deve fare la diretta!

Per non parlare del profilo Facebook della ragazzina morta, Melissa, violentata dal Corriere della Sera. E della cartella clinica dell’altra ferita grava, Vanessa, spiattellata su tutti i media. Ma dov’è l’ordine a cui io pago fior di contributi annuali per garantire etica e morale? Dove sono tutti?

Meno male che sono i blogger il pericolo all’oggettività dell’informazione. Ecco che cosa combina oggi su Twitter un giornalista professionista, uno “vero”, mica come quei quattro sciancati dei blogger, Sandro Ruotolo.

Volete una lista, approssimativa (perché sarebbe lunga), di tutte le scempiaggini su Brindisi. Leggete Bruno Giurato su Lettera43.it.

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