'ndrangheta

Letamaio Locride

Un ex consigliere regionale ed ex consigliere provinciale: Cosimo Cherubino.

Un consigliere comunale: Domenico Commisso.

Un ex assessore comunale: Antonio Commisso.

Un ex assessore provinciale: Rocco Agrippo.

Un ex consigliere comunale: Giuseppe Tavernese.

Un imprenditore, titolare del centro commerciale “La Gru”: Luciano Racco.

E tanti altri, tra figli di boss, parenti di boss, amici di boss, lustrascarpe e tirapiedi di boss. Con nello sfondo lui, “u mastru” Giuseppe Commisso, colui che riceve e che benedice, colui che smista e organizza, colui che vede e provvede.

Tutti finiti nell’ultima inchiesta antimafia della procura di Reggio Calabria. Chiariamo subito un concetto. Tutti innocenti e tutti puliti fino al terzo grado di giudizio. Si fa bene a sottolinearlo, sempre e comunque. Per carità di dio.

Però non mi pare che nella mia zona natale, la Locride, ci sia la corsa ad analisi e riflessioni sulla situazione economico-politica. Perché, benedetto il cielo, c’è o no, al di là delle vicende giudiziarie, un problema di quella classe politica lì? C’è o no un problema di quella classe imprenditoriale lì? C’è o no un problema se le istituzioni e i proprietari di centri commerciali e gli imprenditori ogni due per tre finiscono in ogni vicenda giudiziaria?

Si chiudono gli occhi, ci si tura le orecchie e si tira dritti, invece, tra una scrollata di spalle e l’altra fino alla prossima inchiesta, quando faremo di nuovo finta di sorprenderci e di mettere mani sul fuoco a favore di questo o di quello.

Eppure il problema si pone. Gli imprenditori, per esempio. L’articolo 41 della Costituzione recita che “l’iniziativa economica privata (…) Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. L’imprenditore come il politico deve essere etico e non può comportarsi come cavolo gli pare.

Poi i politici. Il solo sospetto di essere mafiosi, perché siamo a questo livello, altro che associazione esterna, dovrebbe far scattare in ciascuno la decenza di dimettersi e di dedicarsi alla difesa NEL processo, piuttosto che aizzare piazze e giornali locali e sciorinare teorie originali.

A questo ci siamo ridotti. A inchieste che fotografano fior di statisti (sono ironico, eh) col cappello in mano dal boss a chiedere udienza.

A questo ci siamo ridotti. Alla ‘ndrnagheta che si è stufata così tanto dell’inconsistenza della classe politica calabrese che la politica ormai la fa da sola. E’ scesa in campo, come direbbe qualcuno.

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One thought on “Letamaio Locride

  1. Riccardo Ritorto, ex sindaco di Siderno, ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Quale patrocinatore ha scelto il noto avvocato amministrativista Giancarlo Viglione, che è stato capo di gabinetto del ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio.

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