Società

Neanche un euro all’Emilia

Io non do nessun euro ai terremotati e non mando messaggi a nessun dannato numero. E non perché non mi fidi delle compagnie telefoniche o perché non so se i soldi  arrivino effettivamente dove devono arrivare.

Io non do una lira perché:

  • bisogna smetterla di inseguire le tragedie, o si fa prevenzione o saremmo sempre qui a mandare SMS;
  • l’Emilia è una delle regioni più ricche non solo dell’Italia ma del mondo, dovrebbe avere un piano di emergenza efficace e commisurato alla situazione, anche perché non è che siamo di fronte al disastro dell’Irpinia;
  • l’SMS non è solidarietà, è supplenza di fronte a uno Stato inefficiente a cui diamo una delle più alte percentuali in tasse d’Europa;
  • non do manco un centesimo a imprenditori tirchi che tirano su capannoni alla bell’e meglio per poi piagnucolare il sostegno dei cittadini quando i capannoni si sfracellano a terra;
  • non do manco un centesimo a un padroncino che fa firmare agli operai un esonero dalle responsabilità se, mentre lavorano, crolla loro il tetto sulla testa.
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