'ndrangheta

‘ndrangheta a Milano. Gli sbirri “sbagliati”

Marco e Michele sono due sbirri. Ma non di quelli tutto pistole e distintivo dei film.

Non i protagonisti buoni contro gli anti eroi di “Milano calibro 9” o dei romanzi di Giorgio Scerbanenco. No, Marco e Michele sono al servizio della ‘ndrangheta, o di una parte di essa. La sentenza Infinito che poche settimane fa ha condannato 110 mafiosi di Milano non ha chiarito chi siano Marco e Michele. Sono sbirri. Sbirri sbagliati, però. Brigano, falsificano, si agitano perché un virgulto locale delle cosche vuole prendere possesso di un’auto. E il virgulto minaccia, sbraita, intimidisce i due sbirri.

Quando decide che i due sbirri vanno sistemati per le feste, chiama lui, Domenico Pio. Un pezzo grosso, un papavero fra i “dirigenti” della locale di Desio, in Brianza. Quando a scendere in campo è uno come lui, anche la legge più marcia capisce chi comanda, nel Nord Italia.

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