Esteri

C’è crisi. Guerra alla Siria!

Il presidente siriano Bashar al Assad

L’odore della crisi attira lo sciame della guerra, come il sangue fa con gli squali. E la crisi economica dell’occidente impone un altro scalpo di guerra.

Tempo fa scrissi che la Siria andava bombardata. Oggi, ho cambiato idea. Lo ammetto. Per un semplice motivo. Nel caso della Siria sto vedendo lo stesso film della Libia. Tutti insieme appassionatamente a buttar giù il nostro ex amico Muammar Gheddafi, per poi scoprire che il paese sta nel bel mezzo di una guerra fra bande di predone. Ed è normale che sia finita così. Quando l’occidente interviene a favore di uno dei contendenti in campo ne altera le forze in campo. Ne “droga” la potenza a favore di una parte. Poi, quando l’occidente esaurisce il compito, lascia dietro di sé una situazione liquida e caotica. Si guardi la Tunisia o l’Egitto, paesi che si sono fatte la guerra civile in pace e ora, tra mille difficoltà, hanno imboccato una strada democratica.

(Parentesi. I media occidentali hanno berciato per settimane che la vittoria di Morsi, dei Fratelli musulmani, avrebbe potuto portare il paese verso posizioni estremiste. Che la sharia, la legge islamica, sarebbe imperversata. Che chissà come sarebbero state trattate le donne. Bene, oggi si scopre che Morsi, il cattivo ed estremista Morsi, ha nominato una donna – donna! – e cristiano – cristiano! – come vicepresidenti. Ignorano, i nostri bercianti giornali, che i Fratelli musulmani possono essere associati alla nostra Democrazia cristiani. Partiti religiosi sì, ma laici. Parentesi chiusa).

Ecco, la Siria mi ricorda la Libia. In Siria c’è una guerra civile. Embè? Che problema c’è? Ogni stato che si rispetti ha avuto la sua guerra civile. Negli Stati Uniti ha fatto 360mila morti. Nessuno è andato a metterci le mani. In Siria il governo ammazza i civili? Embè? E’ normale in una guerra civile. Barbaro, ma normale. In Siria i soldati non fanno entrare giornalisti stranieri e membri delle Nazioni Unite. Embè? Sarà pure libero uno stato di bloccare chi vuole?

Io sto, ovviamente, con i ribelli siriani. Ma se i ribelli siriani saranno bravi e forti a liberarsi di Assad, tanto di cappello. Altrimenti meritano di essere sconfitti.

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