'ndrangheta

Polsi è un posto di ‘ndrangheta, caro vescovo

Il 2 settembre scorso si è festeggiata la cosiddetta Madonna della Montagna, nel santuario di Polsi, a San Luca, provincia di Reggio Calabria. E’ il centro di tutta la ‘ndrangheta, il cuore pulsante dell’organizzazione, l’arteria principale dal quale passa il sangue di tutte le famiglie dell’associazione presenti nel mondo.

La Chiesa, dopo la parentesi del vescovo Bregantini, è tornata a girarsi dall’altra parte.

E nell’omelia davanti alla madonna, il vescovo attuale, Giuseppe Fiorini Morosini, ha detto il primo settembre:

Polsi non è un luogo di ‘ndrangheta

Questa foto, caro vescovo dei miei stivali, allegata alla sentenza Crimine che condanna il gotha della ndrangheta reggina, spiega che Polsi è invece un luogo di ‘ndrangheta, e bisogna farsene una ragione.

E’ il cosiddetto momento di raccoglimento prima della nomina di Domenico Oppedisano, ora in carcere, come capor crimine, cioè una sorta di presidente della repubblica di tutta la ‘ndrangheta.

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